Epatite E solo dalle salsicce di fegato crude

27 Maggio 2018

L’AQUILA. Bisogna fare attenzione alle carni crude, soprattutto di maiale, quelle del fai da te, ma in particolare le salsicce di fegato, i fegatelli o fegatacci, che non devono assolutamente essere...

L’AQUILA. Bisogna fare attenzione alle carni crude, soprattutto di maiale, quelle del fai da te, ma in particolare le salsicce di fegato, i fegatelli o fegatacci, che non devono assolutamente essere mangiati crudi freschi o appena cotti. «Basta una temperatura di 60 gradi per abbattere il virus», dice il dottor Alessandro Grimaldi, direttore del reparto di Malattie infettive del San Salvatore. E il virus è quello dell’Epatite E, nuovo dalle nostre parti, che uno studio scientifico ha isolato in particolar modo nelle regioni e città dell’Appennino centrale, come Abruzzo, Lazio, Umbria, Molise, parte delle Marche. Dove cioè è ancora molto in uso allevare il maiale in casa e poi trasformarlo in tutto ciò che di gustoso può dare. Ma l’unico punto critico è la salsiccia di fegato. Non ci sono problemi, infatti, per gli insaccati, ovvero i prodotti stagionati.
Di questo hanno discusso ieri alla Dimora del Baco i medici del settore, che si sono riuniti in un convegno nazionale che ha visto la partecipazione di dottori provenienti soprattutto dalle regioni del Sud Italia.
«È stata una giornata di studio molto interessante e il convegno è andato benissimo», ha sottolineato il dottor Grimaldi, che è anche stato da poco eletto segretario regionale dell’Anaao, il sindacato dei medici ospedalieri. «Abbiamo studiato, con vari illustri relatori e ci siamo confrontati, sui meccanismi di contagio dell’Epatite E. Non c’è nessun allarme, anche perché abbiamo tutti i mezzi per poter annullare il virus», spiega Grimaldi. Dunque, nessun problema per chi ama allevare il maiale in casa: basta fare attenzione soltanto alle salsicce di fegato. Ma un altro punto è stato toccato per quanto riguarda l’Epatite: quella C, quella che uccide. «Abbiamo analizzato un fattore fondamentale», conclude Grimaldi, «quello dei costi dei farmaci. Prima il costo per curare un’Epatite C era di 50 mila euro a paziente, per tutto il ciclo; ora il costo è sceso a 4 mila euro. Questo vuol dire che possiamo curare con il 100% della riuscita finale i pazienti ed evitare che si ammalino di tumori al fegato e di cirrosi, patologie che portano alla morte».
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