Eredità contesa, sequestrati una casa e 800mila euro

15 Giugno 2019

Nel mirino il testamento di un anziano a favore dell’infermiere che lo accudì Ma i figli, che vivono in Australia, hanno ottenuto il blocco di beni e soldi 

SULMONA. Presta le cure a un anziano di Sulmona che era stato investito e ricoverato nella Rsa di Villalago e durante la degenza riesce a farsi fare un testamento come erede universale. Più di 800 mila euro in contanti che un 37enne di Sulmona riesce a depositare sul suo conto postale, oltre a un appartamento in via Quatrario. Ma a distanza di due anni spuntano i tre figli legittimi eredi dell’anziano che reclamo l’eredità. Da qui la contesa che finisce in tribunale con il giudice Giuseppe Ferruccio che blocca l’eredità in attesa di dirimere la controversia. Un caso che già sta facendo parlare quello dell’eredità contesa di Felice Di Vito deceduto nel luglio di due anni fa nella Rsa di Villalago dove era stato ricoverato per un mese a seguito di un incidente stradale. Nel corso della degenza uno degli assistenti avrebbe avuto una particolare attenzione nei confronti dell’anziano curandolo e standogli vicino. Tanto che l’uomo prima di morire lo avrebbe nominato unico erede dei suoi averi. Fatto il funerale l’infermiere si sarebbe preoccupato di far valere i suoi diritti depositando il testamento a un notaio. Sulla scorta del testamento il 37enne ha provveduto a volturare a suo nome l’appartamento di Sulmona e a incassare 800 mila euro investendole in due polizze una di 750 mila euro intestata a lui e l’altra di 50 mila euro intestata al figlio minorenne. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco e la notizia della sostanziosa eredità lasciata dall’anziano all’infermiere premuroso, diventa di dominio pubblico e vola anche oltreoceano fino ad arrivare alle orecchie dei tre figli legittimi eredi, che da anni risiedono in Australia. Venuti a conoscenza del fatto e ricostruita tutta la vicenda, i tre australiani decidono di affidare a un legale di Sulmona, Alessandro Margiotta, il compito di dipanare il caso. E nel corso dell’istruttoria gli eredi ordinano anche una perizia calligrafica per dimostrare che il testamento era falso. Dopo la prima udienza il giudice ha disposto il sequestro giudiziario sia dell’abitazione di via Quatrario, sia degli 800 mila euro. L’infermiere assistito dall’avvocato Armando Valeri, si dice disponibile ad arrivare a un accordo a patto però, che gli venga riconosciuto un terzo dell'eredità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA