Eredità della zia contesa, resta un’imputata

15 Giugno 2018

Rito abbreviato per una delle sorelle Guido: circonvenzione d’incapace. Archiviazione per l’avvocato

SULMONA. Sono finite sotto inchiesta per circonvenzione d’incapace per aver fatto firmare all’anziana zia, approfittando delle sue compromesse facoltà cognitive, una procura speciale grazie alla quale sono state ereditate e incassate obbligazioni e depositi per un valore di 450.000 euro circa. Protagoniste della vicenda le sorelle Paola e Laura Guido, quest’ultima avvocato. Ma ieri, davanti al giudice per le indagini preliminari è stata chiamata la sola Paola Guido, accusata anche di appropriazione indebita. Per la sorella, infatti, la procura ha chiesto l’archiviazione perché nel corso delle indagini le accuse a suo carico sarebbero venute meno anche grazie alle memorie difensive prodotte e ai chiarimenti forniti dalla sorella. Una vicenda risolta in famiglia, anche perché la difesa delle due sorelle Guido è stata assunta dal fratello Fabio, il quale nell’udienza di ieri mattina ha chiesto di poter definire il procedimento giudiziario con il rito abbreviato. Il gup Giuseppe Ferruccio ha accettato, rinviando il processo al prossimo ottobre. La storia è partita dalla denuncia di due sorelle, nipoti della vittima, che si sono rivolte alla squadra anticrimine del commissariato accusando le Guido di aver raggirato l’anziana zia, per intascarne l’eredità. Le complesse verifiche sui passaggi di denaro su diversi conti correnti bancari, hanno consentito di intercettarne il flusso, ricostruendo le dinamiche dell’intera vicenda. Una volta accertati gli elementi di colpevolezza verso le indagate, il personale della squadra anticrimine del commissariato di Sulmona ha depositato la comunicazione di notizia di reato chiedendo contestualmente il sequestro preventivo di circa 200 mila euro, quota residua dell'eredità spettante alle denuncianti. Il procuratore Giuseppe Bellelli, recependo la richiesta della squadra anticrimine, ha inoltrato il rapporto degli inquirenti al giudice per le indagini preliminari del tribunale, il quale ha disposto il sequestro preventivo. A conclusione di una minuziosa ricerca negli istituti bancari locali, gli ispettori della squadra anticrimine hanno reperito nella disponibilità delle due sorelle finite sotto inchiesta, gran parte del denaro: 190.000 euro fatto confluire in depositi e conti correnti a loro intestati ponendoli sotto sequestro. (c.l.)
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