Eremo, fondi per il restauro degli affreschi

Dal Fai 20mila euro per gli interventi nella cappella di Celestino V. Ma il piazzale resta inaccessibile
SULMONA. Grazie ai cittadini di Sulmona che hanno partecipato e votato al concorso nazionale organizzato dal Fai “I luoghi del cuore”, arrivano i soldi per il restauro degli affreschi dell’eremo di Celestino V. Ad annunciarlo è l’assessore alla Cultura del Comune di Sulmona, Rosanna Tuteri, dopo l’approvazione del progetto da parte della giunta. In tutto 20mila euro che saranno utilizzati per il restauro, a fini di conservazione e tutela, dei dipinti di epoca medievale, che ornano la cappella all’ingresso dell’eremo. Tali dipinti raffigurano la Crocifissione, con la Vergine Maria e San Giovanni, Pietro Celestino, nelle vesti di pontefice, la Vergine con Bambino Gesù, dipinto in lunetta, i busti di San Benedetto, San Mauro e Sant’Antonio, dipinti sulla lunetta adiacente, volta a botte stellata, dipinta in colore blu. L’eremo celestiniano di Sant’Onofrio, incastonato come gioiello tra le rocce del Morrone, nel maggio 2020 fu l’unico monumento abruzzese candidato nel concorso-censimento “I Luoghi del cuore” promosso dal Fai. La candidatura dell’eremo di Sant’Onofrio raccolse un cospicuo consenso.
«Anzitutto corre l’obbligo di ringraziare il Fai per questa iniziativa, che ha portato l’eremo del Morrone all’attenzione nazionale», afferma l’assessore Tuteri. «Aggiungo poi che un assiduo lavoro di squadra, di concerto con gli uffici comunali, ha favorito il raggiungimento dell’obiettivo di restauro degli affreschi nell’eremo celestiniano. È stato compiuto un passo importante, a beneficio dei dipinti, allo scopo della loro tutela, culturale e turistica, tenuto conto del fatto che questi dipinti sono testimonianze preziose, sia dal punto di vista paesaggistico, che per la loro sacralità millenaria».
Un altro piccolo passo ora è atteso per consentire la riapertura al pubblico e quindi ai turisti, del piazzale dal quale si accede all’eremo, chiuso per ristrutturazione, da quasi tre anni. I lavori sono stati ultimati da oltre sei mesi, ma la struttura resta ancora chiusa al pubblico tra le proteste dei tanti turisti che arrivano quotidianamente a Sulmona per visitare i luoghi in cui è vissuto Fra’ Pietro da Morrone, prima di diventare Papa Celestino V.(c.l.)
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