Esce “Suzanne”, storia ambientata in città

Nuovo romanzo della scrittrice pugliese Lara Savoia che studiò all’Aquila nel periodo del sisma
L’AQUILA. «Le strade erano un brulicare di ragazzi, luci e vicoli, che portavano nella parte più intima della città. (Suzanne) passeggiò sui sampietrini e tra i palazzi, mentre in trappola aspettava il colpo mortale del ragno. Faceva freddo e dalle ampie e luminose vetrate dei caffè era possibile intravedere eleganti donne sorseggiare i loro cocktail». C’è tanto della città a cui in parte abbiamo detto addio la notte del 6 aprile in “Suzanne”, il nuovo libro di Lara Savoia (Il Raggio Verde, 245 pagine), scrittrice salentina che proprio all’Aquila ha studiato negli anni universitari. Un esordio in prosa che racconta una storia di amore intima e dai contorni di velluto. Suzanne è una ragazza che vive nel Salento, ha quasi 10 anni, suo padre è un violista affermato e sua madre è una donna molto dolce e premurosa, la riempie di attenzioni e amore come per colmare il vuoto solcato dall’austerità del padre determinato a trasferirsi con la figlia a Milano per iscriverla al Conservatorio una volta terminati gli studi della scuola primaria. Suzanne – nome evocativo in ambito musicale, se solo si pensa a Leonard Cohen – suona il pianoforte, suo padre vuole che diventi un’affermata musicista. La bambina ama suonare, ma il rapporto conflittuale con il padre le offusca questo suo sentimento per la musica. Ma è proprio la musica, e la sua paura di non essere brava a suonare come il padre vorrebbe, che le fa conoscere il suo grande amore. Un uomo misterioso, Louis, che compare e scompare dalla sua vita per lunghi periodi, non perché non la ami, ma perché il loro amore è pieno di ostacoli da abbattere, tanti, storie che si intrecciano infittite da un velo di mistero che riguardano la nascita di Suzanne, le sue origini e quelle di Louis. Una serie di eventi tragici nella vita di quella che era ancora una bambina, portano Suzanne a dover lasciare il Salento e trasferirsi, orfana, in Inghilterra a casa dei suoi tutori legali, per poi tornare in Italia all’Aquila, una volta maggiorenne, per iscriversi all’Università e raggiungere i suoi amici d’infanzia che avevano scelto il capoluogo abruzzese per proseguire gli studi. Ed è in questo periodo che la protagonista, diventata donna, ritrova l’amore, ignara di ciò che la aspetta e di ciò che scoprirà su di lui e sull’intrico delle loro vite. «Tutto quello da cui fuggi ti rincorre e l’amore è il predatore più tenace, l’ho capito anch’io», dice Suzanne a un certo punto. Lara Savoia ha pubblicato tre libri di poesia: Flauto e serpente, I miei giochi scomposti (Manni Editori con prefazione di Hervé A. Cavallera), I versi della polvere – L’Aquila, 6 Aprile 2009, (Argo Editrice con prefazione Mario Desiati). Sue poesie sono tradotte in russo, inglese e romeno da una rivista moldava ed è presente nell’antologia Poetesse d’amore e d’armi, in Flora e Fauna, La natura di noi due (Edizioni Libere) e in Parole sante / Parlava a pietre l’una sull’altra (Kurumuny). Ha vissuto all’Aquila fino al 6 aprile 2009. (fab.i.)
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