Escursione guidata alla scoperta della faglia sismica

26 Giugno 2016

GIOIA DEI MARSI. “Incontro ravvicinato” con la faglia di monte Serrone, una frattura della crosta terrestre, ritenuta causa non solo del terremoto del 13 gennaio 1915, che sconvolse la Marsica, ma...

GIOIA DEI MARSI. “Incontro ravvicinato” con la faglia di monte Serrone, una frattura della crosta terrestre, ritenuta causa non solo del terremoto del 13 gennaio 1915, che sconvolse la Marsica, ma anche di eventi del passato, tra cui quello di fine V-inizio VI secolo d.C.. La faglia, che si estende per 30 km ed è profonda dai 10 ai 12 km, la si può vedere da lontano. Appare come una lunga fascia bianca. Raramente le faglie appaiono così chiaramente in superficie. Per vederle occorrono occhi esperti. Oggi la Soprintendenza ai beni archeologici dà l’opportunità di vederla da vicino. Nell’ambito di “Archeologia a chilometro zero” ha organizzato un’escursione con partenza alle 9,30 da piazza del Municipio a Gioia dei Marsi. Sarà guidata da uno scienziato, Fabrizio Galadini, dell’Istituto nazionale di geofisica. I partecipanti faranno tappa a Borgo Sperone, piccolo centro adagiato sul versante occidentale della montagna attraversata dalla faglia. Distrutto dal sisma del 1915, fu ricostruito, ma dopo qualche anno venne abbandonato dagli abitanti. Oggi è un paese fantasma. «È l’occasione», spiega la Soprintendenza, «per riflettere sull’importanza che la conoscenza del passato può avere nel prevenire eventi disastrosi». (n.m.)

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