Escursionisti in quota e coro per l’omaggio al pastore Pupo Nunzio

Il 13 ottobre 1919 la tormenta lo sorprese coi due figli piccoli Tutti morti, anche la moglie disperata uscita alla loro ricerca
CASTEL DEL MONTE. Il 13 ottobre 1919 sui pascoli dell’immenso altopiano di Campo Imperatore, ai piedi di Monte Camicia nella catena del Gran Sasso, si consumò una tragedia che segnò una delle pagine più dolorose della storia della pastorizia. Tra i saliscendi che portano a fonte Macina, Pupo Nunzio pastore di Roio mentre conduceva il suo gregge all’abbeveraggio, venne sorpreso da una bufera di neve che annunciò e anticipò il rigidissimo inverno di quell’anno di un secolo fa. Con Pupo Nunzio morirono anche i suoi due figli piccoli che lo accompagnavano e la moglie che, disperata, alle prime avvisaglie della bufera si era messa in cammino per raggiungerli. Fu stroncata dalla fatica e dal dolore. I loro corpi furono ritrovati in primavera dopo lo scioglimento delle nevi, a Campo Imperatore, in un tratto di territorio appartenente al comune di Calascio; non restò altro da fare che comporli pietosamente e riportarli a dorso di mulo in paese, dove vennero sepolti.
E domenica 13 ottobre 2019 è stato il giorno del ricordo. C’era un’aria quasi primaverile questo 13 ottobre, ma a quei morti nella bufera di un secolo fa la sezione di Ortona del Club Alpino Italiano ha voluto dedicare un pensiero, com’è nelle consuetudini della gente di montagna, organizzando un’escursione commemorativa. L’escursione ha preso il via dalla vallata di Cretarola a 1.446 metri di altitudine con meta finale il colle Caciaro vicino a fonte Macina, lì dove lo scultore pescarese Vicentino Michetti volle realizzare un monumento in pietra che raffigura il pastore Pupo Nunzio i due figli e la moglie alla mercé della tormenta. Un’opera dall’impatto drammatico, con la quale Michetti intese rappresentare un’esistenza fatta di stenti e di sacrifici, quella dei pastori e delle loro famiglie. Momenti di raccoglimento e di riflessione per i partecipanti, toccante l’omaggio finale dei cantori della Corale Fonte Vetica di Castel del Monte con il loro repertorio di musiche, pensieri e parole della tradizione popolare abruzzese più genuina.
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