Evasione fiscale, imprenditore scagionato

15 Maggio 2019

Il 46enne di Avezzano era indagato per fatture di servizi inesistenti per quasi 3 milioni di euro

AVEZZANO. Era indagato dalla Procura della Repubblica di Teramo, per una maxi evasione fiscale e per aver emesso fatture relative a servizi secondo l’accusa inesistenti, per un importo di oltre 2 milioni e 800mila euro.
Il procedimento è stato però archiviato, così come aveva richiesto la difesa dell’indagato.
Sotto inchiesta era finito L.R., 46 anni, di Avezzano, amministratore di una srl avezzanese.
I fatti risalgono a giugno 2013, quando l’imprenditore aveva subìto la perquisizione della abitazione. Due anni dopo ci fu un nuovo accertamento, stavolta nella sede della società.
A novembre del 2014 l’indagato era stato ascoltato dall’Agenzia delle entrate di Avezzano. Al termine delle indagini, però, la Procura della Repubblica di Teramo non era riuscita ad acquisire elementi probatori idonei a sostenere l’accusa in giudizio. Questo perché dall’acquisizione e dal vaglio dei documenti in possesso della magistratura inquirente, non era emerso nulla e non era stata trovata alcuna traccia della documentazione fiscale, bancaria e commerciale di supporto nelle sedi della società interessata dalle indagini. Gli investigatori avevano ritenuto più plausibile che la regìa di tali operazioni illecite fosse riconducibile al legale rappresentante della società destinataria delle fatture. Proprio nei confronti di questo secondo imprenditore, infatti, c’era stata la richiesta di rinvio a giudizio. Per tali motivi la Procura della Repubblica di Teramo ha chiesto l’archiviazione del procedimento e il tribunale di Teramo ha accolto l’istanza, per infondatezza della notizia di reato.
L’indagato era difeso dagli avvocati Fabrizio Ridolfi e Fabio Fafone, del Foro di Avezzano.
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