«Evento entrato nel cuore degli aquilani»

Montellanico: accordo con la scuola Alighieri e il Conservatorio per sviluppare la passione dei giovani
L’AQUILA. Piantare semi affinché il jazz entri sempre più a fondo nel comune sentire delle giovani generazioni. E per far sì che un giorno, in un futuro non troppo lontano, il nuovo Paolo Fresu possa venir fuori anche da una piccola realtà come L'Aquila.
La cantante Ada Montellanico è uno dei tre direttori artistici del "Jazz italiano per le terre del sisma" ed è anche presidente del “Jazz va a scuola”, associazione nata per il jazz tra i banchi degli istituti scolastici. Per la sesta edizione del festival, l'associazione ha stretto un rapporto di collaborazione con la scuola media Dante Alighieri, grazie al quale, per tutto l’inverno, gli alunni delle classi musicali potranno frequentare dei laboratori su improvvisazione e linguaggio jazz. «La nostra priorità», spiega Montellanico, «è di andare oltre la politica e la logica dell’evento. Questa manifestazione è stata ideata da Paolo Fresu perché in questo territorio potesse nascere e svilupparsi qualcosa che prima non c’era. E dopo sei anni possiamo dire che il jazz è entrato nell’apprezzamento degli aquilani. Per questo abbiamo deciso di rafforzare e rendere ancora più stretto il legame con due realtà educative e formative come il conservatorio Casella e la scuola media Dante Alighieri. Con il conservatorio, a dire il vero, abbiamo collaborato fin dal primo anno ma da questa edizione inizierà un progetto che vedrà ogni anno il Casella ospitare una residenza musicale d’artista. Quest’anno è toccato al grande Enrico Intra. E poi c'è il laboratorio con i bambini della Dante Alighieri, di cui siamo davvero molto orgogliosi. Ringrazio la dirigente scolastica Antonella Conio e la docente Luana De Rubeis, due persone straordinarie: ad avercene in Italia. Nonostante i programmi fossero indirizzati più verso la musica classica, la scuola si è aperta da subito al jazz e i bambini ne sono rimasti entusiasti. Continueremo anche durante l’inverno. Il Comune ci ha commissionato un progetto che prevede l’organizzazione di laboratori musicali, che potranno svolgersi grazie ai fondi raccolti durante la Perdonanza. Vogliamo che, anche quando questa manifestazione non ci sarà più, qualcosa rimanga agli aquilani come tradizione da portare avanti nel futuro. E chissà che un giorno il nuovo Paolo Fresu non possa nascere proprio qui all’Aquila. Ce lo auguriamo fortemente».
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