Ex convento di Santa Teresa, ok al cantiere

Sbloccato l’iter per gli interventi da dieci milioni per il recupero dell’immobile storico di via Roma
L’AQUILA. Dopo la verifica, come previsto dalla legge, la giunta comunale ha approvato il progetto definitivo per i lavori di consolidamento e recupero dell’immobile denominato ex convento di Santa Teresa in via Roma. La delibera si è resa necessaria «non avendo la giunta deliberato finora l’approvazione di nessun livello di progettazione». Per l’opera sono previsti dieci milioni di euro.
LA STORIA
I lavori interesseranno un immobile storico che è stato fortemente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009. L’ex convento in precedenza era stato sede di attività culturali musicali e teatrali, fra cui l'associazione dei Solisti aquilani e il Teatro stabile d’Abruzzo, e ancora prima aveva ospitato funzioni scolastiche, reparti dell’esercito e, a periodi alterni, la congregazione religiosa di Santa Teresa e Sant’Orsola fin dal 1672. All’interno del convento è attestata anche la presenza di una chiesa fin dal 1678. Il complesso, di forma rettangolare, ha dimensioni in pianta di circa 29 per 37 metri e si sviluppa su due livelli fuori terra intorno a tre cortili interni; la verifica va svolta per tutta la progettazione definitiva redatta e successivamente per la tutta progettazione esecutiva.
ITER LENTO
La vicenda dell’ex convento è fra quelle simbolo della lentezza che ha caratterizzato e caratterizza ancora la ricostruzione pubblica. I soldi per la ristrutturazione, circa 10 milioni di euro, sono infatti disponibili dal 2010 (commissario di governo era Gianni Chiodi), ma i lavori per la ristrutturazione, negli anni immediatamente successivi, non sono mai partiti. Dopo una serie infinita di passaggi burocratici solo nel febbraio 2018 è stato presentato dalla ditta incaricata «il progetto definitivo per i lavori di consolidamento e recupero dell’ex convento, integrato dal progetto delle opere di restauro delle superfici decorate e dell’apparato lapideo». La Soprintendenza nel dicembre 2018 ha rilasciato l’autorizzazione per la realizzazione «delle opere descritte negli elaborati progettuali». Il 5 febbraio 2020 il progetto definitivo è stato inviato al Provveditorato alle opere pubbliche «ai fini del rilascio del parere del Comitato tecnico amministrativo». Ora finalmente si vede la luce in fondo al tunnel. (g.p.)

