Ex infermiere muore di Covid a 69 anni

19 Marzo 2021

E il virus provoca la scomparsa del notaio napoletano D’Antuono, noto a Roccaraso e Pescocostanzo

SULMONA. Un altro decesso nel giorno della memoria che fa segnare anche altri 26 contagi, tutti in Valle Peligna. Si tratta di Giovanni Liberatore, ex infermiere all’ospedale di Sulmona, deceduto ieri nel reparto Covid del San Salvatore dell’Aquila. L’uomo aveva 69 anni ed era residente a Campo di Fano, la frazione di Prezza che da ieri si trova in zona rossa. I 26 contagi sono così distribuiti: 11 a Pratola Peligna, 11 a Sulmona, 1 a Vittorito, 1 ad Anversa degli Abruzzi, 1 a Pacentro e 1 a Castelvecchio Subequo. Niente contagi in Alto Sangro dove, però, si registra il “mistero” dei 74 tamponi tutti da rifare. Il curioso episodio si è verificato a Castel Di Sangro. Si tratta dei test molecolari che sarebbero arrivati a destinazione contaminati e quindi con esito non attendibile. C’è però chi sostiene l’ipotesi di un possibile smarrimento dei test lungo il percorso, tanto da costringere gli operatori a riprogrammare le sedute. Ma il Covid ha causato anche un altro decesso. Si tratta di Giovanni D’Antuono, storico notaio a Roccaraso e Pescocostanzo, uomo di grande cultura giuridica oltre che estensore di migliaia di atti di varia natura nell’abruzzo montano. Campano di origine, non aveva mai nascosto la sua grande passione per il Napoli, di cui era stato consigliere d’amministrazione negli anni ’70, quando il presidente del club era suo cognato Corrado Ferlaino: D’Antuono fu al fianco dell’ingegnere quando organizzò la clamorosa operazione dell’acquisto di Beppe Savoldi dal Bologna nel 1975 per due miliardi e mezzo di lire. Dopo aver operato in Alto Sangro era tornato in Campania per poi spostarsi in Toscana per motivi di lavoro dove è morto, come detto, a causa del Covid. Giovanni D’Antuono aveva 84 anni ed era originario di Sant’Antonio Abate, comune dell’area metropolitana di Napoli. (c.l.)
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