Ex Intecs, un piano per il ricollocamento

5 Febbraio 2019

La Forender 24, che si insedierà nel Tecnopolo, potrebbe riassumere fino a 30 ricercatori. Lolli: «Ma vanno ripresi tutti»

L’AQUILA. Passa attraverso una nuova azienda che sta per insediarsi nel Tecnopolo d’Abruzzo il piano di ricollocazione degli ex ricercatori della Intecs, licenziati a dicembre del 2017. Si chiama Forender 24 e opererà nel campo dello sviluppo di software di alta tecnologia, offrendo servizi al territorio e in particolare al comparto aerospaziale. Ma ci sono altre caselle che devono riempirsi: l’operazione è infatti legata al buon esito dei bandi previsti nella strategia nazionale della Space Economy, sulla quale la Regione ha investito 10 milioni. Ieri a Palazzo Silone è stato firmato un protocollo d’intesa tra Thales Alenia Space e Forender 24: se la Thales dovesse vincere il primo dei bandi previsti – si saprà nelle prossime settimane – affiderà lo sviluppo dei software alla newco, che potrà quindi assumere fino a 30 dipendenti a tempo indeterminato, attingendo nel bacino degli ex ricercatori, che sono una settantina. E chi resta fuori? Un accordo simile è stato sottoposto anche a Telespazio e Leonardo, che potrebbero firmarlo nelle prossime ore, aprendo la strada ad altre assunzioni. E poi sono stati coinvolti anche l’Infn, il Gssi e l’Università dell’Aquila: nell’ambito del progetto Darkside, appena rifinanziato, potrebbero assumere altre 15 unità. A fornire i servizi, in tutti i casi, sarà la Forender 24. A spiegare i dettagli dell’intera operazione, a cui si sta lavorando da due anni, è stato il presidente vicario della Regione Giovanni Lolli: «Abbiamo raggiunto un primo, importante risultato», ha commentato Lolli, «anche se sono consapevole che la strada sia ancora lunga. Per questo, nell’ultima giunta regionale, porterò un atto per riassumere l’attività svolta, specificandola nel dettaglio, e lasciando così in eredità a chi verrà dopo di me un percorso già delineato, con una serie di verifiche e di passi da fare nel tempo». La società che sta per nascere dovrebbe avviare la fase di start-up con una “scorta” di commesse già acquisite e poi, dopo 36 mesi, sarà sul mercato, forte delle competenze e delle altissime professionalità rappresentate dagli ex ricercatori Intecs. «Mettendo insieme i diversi segmenti», ha sottolineato Lolli, «si dovrebbe infatti arrivare a costituire una quantità di forza lavoro tale da soddisfare le esigenze di tutti i lavoratori». Lolli ha illustrato i contenuti dell’intesa anche all’assemblea dei ricercatori: «Comprendo che tra loro permangano forti preoccupazioni sul futuro. Se non si riuscirà a garantire la loro ricollocazione, sarà un fallimento per tutti. In Abruzzo e in questa città», ha concluso Lolli, «lo spazio e le nuove tecnologie devono rappresentare una delle chiavi di sviluppo». A seguire la vicenda sarà Confindustria che fungerà da cabina di regia nel momento di passaggio tra la giunta uscente e la nuova.
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