Ex Otefal, il futuro pieno di incognite Allarme della Fiom

15 Maggio 2015

Fegatelli: ogni volta che spunta un imprenditore interessato emergono elementi che compromettono l'operazione

L’AQUILA. «Se si verificherà qualche imprevisto che metterà a rischio l’operazione, ci rivolgeremo alla magistratura».

Una dura presa di posizione, quella della Fiom, a tutela dei 170 lavoratori dell’ex Otefal di Bazzano, che attendono di essere riassorbiti dalla cordata che ha acquisito lo stabilimento. Secondo il segretario regionale Alfredo Fegatelli, “nonostante sia stato dichiarato il fallimento nel 2012, la vicenda continua a riservare continue sorprese. Dopo aver scoperto che i leasing non fanno parte del fallimento e aver portato questo dato all'attenzione delle istituzioni, e dopo aver appreso dell'esistenza di strutture facenti parte di altre società, oggi siamo di fronte a un altro fatto inatteso. Durante l'insinuazione al passivo, per il recupero del Tfr dei lavoratori provenienti dall'Ala, è stato necessario seguire un percorso diverso rispetto a quello per i lavoratori Otefal: in seguito a una segnalazione dell’ Inps, si è scoperto che avevano ricevuto una lettera, con cui gli veniva comunicato il passaggio dall’Ala alla Otefal. Tale passaggio non è avvenuto nel rispetto dell’ex articolo 47 della legge 428/90, vale a dire che è mancato il dovuto coinvolgimento del sindacato, che all’epoca non era strutturato nelle aziende: ma questo non poteva esentare l’Ala e la Otefal dal darne comunicazione alle organizzazioni sindacali, come prevede la legge. Questa grave mancanza non ha consentito di poter verificare che tutto fosse svolto in modo corretto e trasparente. Ci chiediamo quindi sulla base di quali criteri sia avvenuta la cessione d'azienda e chi abbia controllato la validità dell'operazione, soprattutto in termini di rispetto delle norme che regolano i bilanci societari di cedente e ricevente».

Sperando che la curatela abbia segnalato questa irregolarità, Fegatelli sottolinea «la preoccupazione rispetto alle azioni messe in campo dalla vecchia proprietà. Ogni volta che c'è interessamento di qualche imprenditore, emergono elementi che compromettono l'operazione. Va assolutamente evitato il rischio che gli acquirenti vadano a scontrarsi con un quadro non definito, che li induca a mollare tutto».

Romana Scopano