Ex Otefal, smaltiti i rifiuti sequestrati

15 Gennaio 2016

Il materiale pericoloso era depositato in un prefabbricato, segnalazioni partite da studenti e operai

L’AQUILA. È stato dissequestrato e già smaltito, all’interno dell’ex Otefal, il materiale posto sotto sequestro nel settembre del 2012 dalla Guardia forestale, nel corso di un’indagine aperta dalla Procura in seguito alle denunce arrivate dagli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia, che dopo il sisma era stata trasferita in un prefabbricato nel nucleo industriale di Bazzano.

Erano infatti stati segnalati cattivi odori, aria pesante e addirittura alcuni malori, tra i frequentatori della facoltà, tanto che si era mosso anche l’allora rettore Ferdinando di Orio, che aveva scritto al sindaco Massimo Cialente, al direttore generale dell’Asl, Giancarlo Silveri, e al direttore generale dell’Arta, chiedendo di mettere in atto i necessari interventi per individuare le cause del problema.

Alle denunce degli universitari erano seguite altre segnalazioni, da parte dei residenti della zona e degli operai delle altre aziende del nucleo industriale. Erano quindi partite le indagini disposte dalla Procura e gli agenti della Forestale delle stazioni di Lucoli e Tornimparte avevano condotto un’ispezione, insieme ai vigili del fuoco, e messo sotto sequestro del materiale sospetto, rinvenuto nel sito dell’ex Otefal, specializzata nella produzione di laminati e che al tempo era stata appena acquisita dai siriani della Madar, dopo il fallimento dell'azienda guidata dalla famiglia Pozzoli di Bergamo. Per poter prelevare i rifiuti industriali, i vigili del fuoco avevano utilizzato rilevatori di onde radioattive per scongiurare la presenza di particelle pericolose per la salute e al sopralluogo avevano partecipato anche i tecnici Arta. Era stato poi avviato un procedimento penale per il reato di immissione di sostanze nocive nell’aria nella zona di Bazzano. A distanza di oltre tre anni, il tribunale dell’Aquila ha disposto il dissequestro dei rifiuti, come conferma il curatore fallimentare dell’ex Otefal, Omero Martella, che era stato nominato dal pm Simonetta Ciccarelli custode dei materiali: «Si trattava di rottami d’alluminio, ritenuti non conformi, che dopo il dissequestro sono già stati smaltiti da una ditta specializzata. Del resto», conclude Martella, «nel frattempo lo stabilimento è stato rilevato, tramite un'asta pubblica, dalla Framiva di Varese e l’attività produttiva è ripartita, con la ricollocazione di circa 50 dipendenti».(r.s.)

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