Ex poliziotto condannato a 3 anni

24 Maggio 2018

Il tribunale: colpevole di atti persecutori su una coppia e violenza sessuale

L’AQUILA. Tre anni e due mesi di reclusione sono stati inflitti a un ex poliziotto, Aldo Ruggero Scimia, accusato di atti persecutori e violenza sessuale. Un verdetto benevolo a fronte della richiesta dell’accusa per la quale Scimia doveva essere condannato a sei anni di carcere. Scimia era accusato di avere disturbato per tre anni una coppia che viveva in un alloggio antisismico non lontano dal suo a partire dal 2010. Nello specifico il comportamento si sarebbe concretizzato con un pedinamento continuo e il pronunciamento di frasi pesanti nei riguardi della coppia. Ci sarebbero state, inoltre, ma soprattutto nei riguardi del marito, raffiche di telefonate, alcune volte con contenuto minatorio e altre con messaggi ingiuriosi. Il pm contestava all'imputato anche il reato di violenza sessuale per un episodio che si sarebbe svolto, per l'appunto, in quel triennio. Insomma una serie di eventi che avrebbero inevitabilmente condizionato il comportamento della coppia, all'insegna della persecuzione in seguito alla quale la donna avrebbe avuto anche crisi depressive.
Nel corso degli interrogatorio Scimia ha sempre contestato le accuse. Per quella più grave ha affermato che la donna era consenziente. In relazione alla persecuzione, inoltre, ha ammesso delle telefonate ma solo in conseguenza delle denunce che gli erano state fatte. Ma contro di lui c'è un verbale della squadra Mobile certamente molto pesante e non era facile sminuirne i contenuti. Nel corso del procedimento l’uomo è stato assistito dall’avvocato Francesco Valentini che presenterà ricorso in appello, mentre la parte civile è stata rappresentata dall’avvocato Simona Giannangeli.
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