Ex ricercatori Intecs: licenziati senza ragione

«L’azienda sta promuovendo prodotti e servizi sui quali abbiamo lavorato per molti mesi»
L’AQUILA. Un articolo promozionale, che svelerebbe come i ricercatori aquilani non fossero affatto “infungibili”, tanto da essere licenziati. Dopo la lettera inviata al ministro Luigi Di Maio e ai vertici dell’Inps dagli ex addetti del laboratorio di ricerca e sviluppo, la Intecs, «non potendo rispondere nel merito alle argomentazioni addotte», ha comprato una pagina sul quotidiano Repubblica, per promuovere prodotti e servizi. «Nella stesura», sottolineano i ricercatori licenziati nel 2017, «ha posto molta cura nell’evitare l’uso della parola telecomunicazioni, settore nel quale, anche in sede giudiziaria, ha negato di lavorare. La parola incriminata è tuttavia sfuggita, comparendo nell’ultimo periodo del paragrafo “Il traffico ferroviario”, settore nel quale diversi ricercatori aquilani sono stati impegnati negli anni, anche con trasferte lunghe nella sede Intecs di Pisa. In realtà», spiegano, «gli ex dipendenti della sede aquilana hanno lavorato in tutti gli ambiti indicati nella pagina promozionale a pagamento, sia nella sede ormai chiusa all’Aquila, sia presso altri stabilimenti Intecs in Italia, sia presso i clienti». Insomma, la Intecs continua a lavorare su prodotti che erano di competenza del sito aquilano e del suo personale: «A dimostrazione della fallacia», aggiungono i ricercatori, «delle motivazioni alla base del licenziamento (infungibili e incomparabili poiché specificatamente impegnati nelle sole telecomunicazioni), possiamo integrare l’articolo promozionale pubblicato su Repubblica, specificando meglio le tecnologie menzionate con i prodotti che le realizzano. Citiamo ad esempio Sirio e DeJamm-R, utilizzati nei sistemi di rilevazione in ambito ferroviario, rispettivamente per ostacoli sulla linea e nei casi di interruzione del segnale. Sul primo sono stati impegnati diversi ricercatori aquilani, per molti mesi, mentre il secondo è un prodotto realizzato all’Aquila, come si evince anche dalla brochure attualmente presente sul sito della Intecs, dove è riportato proprio il laboratorio aquilano come riferimento. Ancora, in ambito sicurezza, anche militare, l'’ntenna dei sistemi antidrone è Optigrid, progettato e realizzato all’Aquila e finalizzato al rilevamento passivo di fonti sonore. Sono soltanto alcuni degli esempi di prodotti e servizi ai quali abbiamo lavorato», concludono gli ex lavoratori Intecs, «e che sono ancora parte integrante delle tecnologie fornite da Intecs». (r.s.)
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