Ex sede universitaria in via Verdi: nuovi puntellamenti, poi il progetto

La Provincia intende avviare la ristrutturazione dello storico palazzo, ospitò Scienze della formazione Ma gli anni trascorsi sono troppi e servono prima degli interventi di messa in sicurezza dell’edificio
L’AQUILA. Dopo 13 anni e mezzo qualcosa si muove anche per il palazzo in via Verdi, ai civici 21-23 (praticamente a fianco del teatro comunale) che fino al 2009 è stato sede della facoltà di Scienze della formazione dell’Università dell’Aquila e che prima ancora aveva ospitato la facoltà di Medicina. La Provincia, proprietaria dell’edificio, intende avviare la progettazione per la ristrutturazione ma, come è capitato per palazzo Quinzi, i tecnici incaricati potranno entrare nella struttura solo quando saranno stati rivisti e migliorati i puntellamenti realizzati nell’immediato post sisma.
Nel decreto del presidente della Provincia, Angelo Caruso, si legge che «il palazzo ha subito consistenti danni a seguito del terremoto del 6 aprile 2009. Sulla base di una prima stima il Cipe, con una delibera del 2018, ha assegnato la somma di 10.537.410 euro per l’intervento di riparazione, consolidamento e restauro dell’immobile, prevedendo un anticipo di 738.461 euro col quale poter affidare le spese tecniche per la redazione di un progetto di rango esecutivo per un edificio a uso direzionale». L’edificio, si legge ancora nel documento della Provincia «realizzato in muratura di pietrame risalente alla prima metà dell’Ottocento è stato oggetto nel 2009 di opere di puntellamento, interne ed esterne, delle strutture murarie e delle volte. Per le opere di messa in sicurezza provvisorie e provvisionali e realizzate in legno e in ferro, la vita nominale era prevista inferiore a 10 anni. Quindi i puntellamenti devono essere controllati e verificati nella loro funzionalità, visto il notevole lasso di tempo trascorso. Senza tale verifica e l’attuazione dei necessari conseguenti interventi di messa in sicurezza, non è possibile accedere all’interno dell’edificio in quanto pericoloso per la pubblica incolumità e pertanto, allo stato attuale, è impossibile avviare le procedure per l’affidamento della progettazione dei lavori di recupero della struttura, data l’assoluta inopportunità di condurre sopralluoghi e rilievi all’interno della stessa. La verifica delle opere provvisorie e provvisionali risulta necessaria anche ai fini di programmare la catalogazione e il successivo trasloco in sicurezza di mobili e oggetti presenti all’interno del palazzo».
Inoltre, è scritto negli allegati, «il palazzo è localizzato nel cuore del centro storico molto frequentato per cui l’intervento di ulteriore messa in sicurezza è indispensabile anche per ragioni di sicurezza “esterna”».
I tecnici della Provincia «hanno effettuato alcuni sopralluoghi nell’immobile e redatto un documento che riporta i costi e le indicazioni dei lavori da effettuare con urgenza».
L’importo stimato per tali lavori è di 500.000 euro. Solo dopo si potrà procedere alla progettazione vera e propria.
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