Ex Superal irriconoscibile Invasa da erbacce e rifiuti

21 Gennaio 2015

Lo stabile che ospitava il centro commerciale di Cappelle è in abbandono Il sindaco di Scurcola: attendiamo un compratore e metteremo le fototrappole

SCURCOLA MARSICANA. Un tempo i pensili e le scarpiere si compravano dentro, oggi sono abbandonati nei parcheggi insieme a centinaia di sacchetti dell'immondizia e altri detriti di ogni genere. L'ex Superal, che si trova nella zona commerciale della frazione di Cappelle dei Marsi, è diventata una discarica a cielo aperto dove l'erba e le piante crescono a dismisura tra i rifiuti. La lotta alle discariche abusive non ha mai fine e questa volta, invece di sorgere in luoghi nascosti o in piccoli boschi, l'ultimo agglomerato di immondizia è nato proprio lungo la Tiburtina Valeria a due passi da Avezzano. Lo scenario è piuttosto insolito: il parcheggio del primo centro commerciale della Marsica. È lì che, nonostante la posizione, i cittadini vanno a gettare i sacchetti pieni di immondizia e non solo. Percorrendo le mura dell'edificio chiuso ormai da diversi anni si può trovare di tutto. Dai pensili di una vecchia cucina, a una scarpiera, da pezzi di lamiera a rifiuti casalinghi. Anche la rete, sistemata dal Comune di Scurcola Marsicana dopo che il tribunale di Avezzano ha disposto il sequestro dell'area per rischio crolli, è stata rotta e parte dei rifiuti sono finiti nel porticato dell'ex supermercato tra i pezzi di vetro delle vetrine distrutte e le lamiere che cadono dal soffitto.

La struttura di 5mila metri quadrati è chiusa dal 2009. Cinque anni fa venne battuta all'asta per 2,5 milioni di euro ma poi il prezzo è sceso tantissimo fino ad arrivare a 230mila euro, ma nessuno sembra intenzionato a comprarlo. «Già in passato abbiamo sollecitato il curatore fallimentare a pulire l'area che non è di nostra competenza», ha commentato il sindaco Vincenzo Nuccetelli, che si è occupato più volte della vicenda rivolgendo anche un appello ai possibili acquirenti dello stabile, «purtroppo se nessuno acquista la struttura non ci può essere una vigilanza costante da parte degli attuali responsabili. Non è escluso che se il fenomeno dovesse continuare saremo costretti a posizionare sul territorio comunale adiacente all'area delle fototrappole per monitorare la zona».

Eleonora Berardinetti

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