Ex Technolabs: undici lavoratori scelgono la mobilità all'Aquila

La crisi del centro di ricerca portata all’attenzione di Barca Incontro per valutare l’ipotesi dei contratti di solidarietà

L’AQUILA. In 11 hanno firmato la mobilità volontaria e da gennaio usciranno dall’azienda. Per altri 90 si prospetta un’uscita obbligatoria, nell’arco di 24 mesi. Niente da fare per i 118 dipendenti del laboratorio di ricerca e sviluppo ex Technolabs, rilevato da Intecs. Una parabola discendente, per un sito di eccellenza nelle telecomunicazioni, culminata con l’annuncio, da parte del presidente Massimo Micangeli e dell’amministratore delegato Marco Casucci, del ridimensionamento dell’attuale pianta organica nei prossimi due anni, fino a lasciare solo 30 addetti.

Ieri riunione in Provincia per valutare la situazione degli ammortizzatori sociali. E si sta muovendo, almeno in parte, la politica. Dopo l’interessamento della senatrice Pd Stefania Pezzopane la vertenza è stata presa a cuore anche dall’ex ministro Fabrizio Barca, al quale una delegazione di 20 ricercatori è riuscita a strappare un incontro, durante una pausa del forum “L’Aquila città del futuro”, promosso dal Gssi.

«Si è trattato di un’iniziativa spontanea», ha spiegato il segretario Fiom Alfredo Fegatelli, «e l’ex ministro non si è sottratto al confronto e ha ascoltato la storia del laboratorio. Barca si è quindi impegnato a sollecitare il sottosegretario al Lavoro Bellanova, che è già al corrente della vicenda. Nei prossimi giorni contatterà i lavoratori, per informarli delle risposte ottenute. Purtroppo l’azienda resta ferma sulle sue posizioni e abbiamo un altro tavolo in Provincia per affrontare la spinosa questione degli ammortizzatori sociali. Come spiegato dalla senatrice Pezzopane, nonostante l’entrata in vigore del Jobs Act, si sta lavorando per ottenere gli ammortizzatori sociali in deroga anche per il 2016 e scongiurare i licenziamenti, facendo attivare contratti di solidarietà di tipo B. «Anche Barca», ha affermato la Rsu Elvira De Sanctis, «si è meravigliato del fatto che, in una città che sta tentando di riprendere il volo, vadano disperse professionalità come quelle acquisite dai ricercatori ex Technolabs. Abbiamo coinvolto le istituzioni locali, attivando tavoli in prefettura e in Regione, e secondo Barca sarebbe utile entrare in contatto col ministero dell’Università».

Romana Scopano

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