Fabiani: un’unica società abruzzese

12 Ottobre 2017

Il dg dell’Aquila Rugby Club: la salvezza è una franchigia non solo con la Polisportiva, ma con tutto il movimento regionale

L’AQUILA. «Siamo disponibili a una franchigia. Anzi, è l’unica soluzione per salvare il rugby aquilano e l’intero movimento regionale della pallaovale. Per questo deve coinvolgere tutte, o quasi, le società abruzzesi di rugby».
Dopo un lungo silenzio nel corso del dibattito che si è sviluppato sulla crisi dello sport aquilano, in particolare dell’Aquila Rugby Club, il sodalizio neroverde esce allo scoperto con il direttore generale Luigi Fabiani. Il quale chiarisce subito la disponibilità della Rugby Club ad accordi con la Polisportiva di Vincenzo De Masi, «non a dispetto l’una dell’altra. Siamo disposti a costruire insieme, ma non nell’ottica della mors tua vita mea (il detto indica che il fallimento di uno costituisca requisito indispensabile per il successo di un altro, ndr). Non capisco perché noi, che abbiamo due campionati di Eccellenza e una finale di serie A, dobbiamo morire, a vantaggio di un’altra società, che sia la Polisportiva o altro. Noi, invece, come Rc, rilanciamo e diciamo che va bene la franchigia proposta dalla Polisportiva al nostro compianto presidente Mauro Zaffiri, ma allargata a tutte le società che vogliono aderire, a cominciare dalla Gran Sasso, la Experience – che ha grandi numeri di tesserati e di squadre giovanili – il Paganica, il Sambuceto. Si costituisce una franchigia», sostiene Fabiani, «che possa essere la punta della piramide dell’intero movimento rugbistico abruzzese. I giocatori delle squadre di serie C, ad esempio, potrebbero formare la squadra delle Riserve della serie A, com’era una volta. Così nessuno deve rinunciare a nulla, i giocatori si possono scambiare senza problemi e, soprattutto, senza pagare i cartellini. E non lo dico per portare l’acqua al mulino della Rc, perché la franchigia potrebbe chiamarsi anche Rugby Abruzzo o L’Aquila Rugby Abruzzo e noi possiamo sempre farci da parte, a patto che anche altri si facciano da parte». Per questo Luigi Fabiani è disponibile, come Rugby Club, a sedersi intorno a un tavolo. Come hanno proposto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, e, prima ancora, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, con l’assessore allo Sport Alessandro Piccinini. «Il tavolo, però, deve contenere tutte le società», precisa Fabiani. «Anche se la franchigia non può essere fatta quest’anno, ma dal prossimo, perché i campionati sono già iniziati. Purtroppo, in queste ultime settimane, ho sentito parlare solo di debiti, di giocatori. Ma qualcuno si è chiesto perché, nonostante tutto, domenica a Villa Sant’Angelo nel derby c’erano più di 800 persone? E lo scorso anno 2.500? Vuol dire», sottolinea il dg, «che c’è grande interesse per il rugby all’Aquila. Abbiamo predisposto, al contrario di quello che dice la Polisportiva, un progetto economico, approvato dal Comitato dei garanti, per il quale con i vecchi sponsor e gli imprenditori portiamo avanti il campionato, e con i nuovi sponsor paghiamo i debiti. Del progetto tecnico si occupano Vincenzo Troiani e Pierpaolo Rotilio: i giocatori vogliono venire all’Aquila per imparare il rugby da loro».
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