Fabrizia e Antonio, lo stesso dolore

Mamma Giovanna: «Nessuno più di me può capire questa sofferenza». Scelto il bozzetto del monumento alla ragazza
SULMONA. «Chi più di una mamma ferita come me può capire il dolore che sta vivendo in questo momento la famiglia di Antonio. Quando succede l’irreparabile non è facile andare avanti. Dico che bisogna trasformare questo dolore in qualcosa di bello che rimanga nel tempo». Lo ha detto Giovanna Frattaroli madre di Fabrizia di Lorenzo, la giovane sulmonese morta due anni fa nell’attentato ai mercatini natalizi di Berlino, a margine della cerimonia che si è svolta ieri in città proprio per ricordare la ragazza.
Una cerimonia iniziata con un minuto di raccoglimento per Antonio Megalizzi, il giovane giornalista ucciso da un colpo di pistola nell’attentato avvenuto alcuni giorni fa a Strasburgo. Praticamente si è ripetuto lo stesso dramma che la famiglia Di Lorenzo ha vissuto due anni fa. «Non è facile andare avanti se non si ha un progetto che possa aiutare a ritrovare il senso del cammino della vita», è stato il pensiero letto a nome del comitato “Insieme per Fabrizia”, di cui Giovanna Frattaroli è presidente. «Ma si può e si deve fare. Bene ha fatto il comitato “Insieme per Fabrizia” che ha voluto promuovere ogni più opportuna iniziativa tesa a mantenere vivo il ricordo di quel tragico fatto affinché rappresenti un monito per tutti. Ma soprattutto a preservare le idealità di tanti giovani come Fabrizia e a preparare per loro, per le successive generazioni, un avvenire migliore. Che il sacrificio non sia vano, si recita spesso nelle liturgie di commemorazione alle quali sono chiamate le istituzioni libere e democratiche, ma affinché ciò sia possibile è necessario che cittadini e istituzioni traccino in maniera tangibile il solco che separa la tolleranza dalla barbarie, l’integrazione dalla discriminazione. Con i fatti».
E per ricordare Fabrizia sarà realizzato un monumento, nato da un’idea della sua amica del cuore Roberta Rosatone.
Nel corso della manifestazione, aperta con il saluto del sindaco Annamaria Casini, è stato scelto il bozzetto del monumento che sarà realizzato in un sito messo a disposizione dal Comune. A vincere tra 14 bozzetti realizzati da 10 noti scultori, opere che resteranno in mostra al foyer del teatro Caniglia fino al primo gennaio, è stato “L’albero dell’accoglienza”, di Alessandro Caetani di Pisa.
Un albero a forma di mano che sorregge una sfera cucita da un lato con dei punti rappresentante il globo terrestre.
Presenti alla serata il critico d’arte Carlo Fabrizio Carli e lo storico e scrittore Cosimo Savastano, membri della giuria che hanno scelto il bozzetto vincitore, nonché l’europarlamentare Andrea Cozzolino, il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio e Giovanni Legnini.
Nel corso della cerimonia sono state consegnate due borse di studio alle studentesse dell’Istituto psicopedagogico Vico, Andrà Damoc, di Popoli e Camilla Paolini di Sulmona. (c.l.)
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