Facebook, nasce il gruppo terremotati 2009-2016

4 Agosto 2017

In pochi giorni conta già 400 iscritti: c’è chi ha perso la casa e chi il lavoro Sui post tante polemiche e proteste ma anche molte informazioni di servizio

L’AQUILA. È nato da poco più di una settimana. Il gruppo “Terremotati dei crateri sismici 2009-2016” ha scelto la piazza virtuale di Facebook «per aggregare tutti i soggetti interessati a creare massa critica, per essere ascoltati e riportare al centro della politica la ricostruzione».
Quasi 400 iscritti in pochi giorni: abruzzesi, umbri, marchigiani, popolazioni toccate dal terremoto, che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze di una calamità naturale.
Un gruppo «aperto non solo agli sfollati, ma alle vittime del sisma in tutte le sue forme: chi ha perso il lavoro, la casa, ha subìto danni alla propria azienda o è fuggito per paura». Ma la pagina pubblica aperta da Facebook è, soprattutto, informativa: tanti e dettagliati i post sulla ricostruzione, la pratiche da avviare, le note dell’Usrc. Vi trovano spazio, persino, i modelli integrati del cratere per la ricostruzione dei centri storici.
«Un modo per riportare al centro della politica la ricostruzione», scrive Erkole Furii, «per far sentire la voce di migliaia di persone in difficoltà». «Non bisogna avere la casa distrutta o essere necessariamente sfollati», spiega Carlo Orsini, «solidarietà è stare insieme e aiutare chi ha problemi anche con la testimonianza di chi ha vissuto e vive queste situazioni. Il gruppo nasce dalla necessità di aggregare tutte le vittime del sisma del Centro Italia deluse dalla politica e costringere chi ci governa a un cambio di passo». Iole Di Donatantonio parla dei genitori, ottantenni «sfollati a Roseto da novembre 2016, in attesa ancora di una perizia. Si sarebbero accontentati volentieri di un Map, ma finora nulla».
Ambra Antenucci aveva un’attività di ristorazione a San Gabriele, che oggi è chiusa: «Cosa dobbiamo fare», chiede, «per essere ascoltati?». Poi, c’è chi posta articoli sulle inchieste del sisma dell'Aquila, sui fondi per il terremoto che arriveranno con la manovrina approvata in Senato, chi critica «i tempi biblici dell’Ufficio speciale per la ricostruzione di Fossa» o sul problema delle scuole nell’aquilano e nel teramano. Molte le informazioni di servizio, su sedi e contatti, ma non mancano le polemiche. Come il post di Erkole Furii che riferisce di un articolo sui «soldi degli sms ai terremotati, finiti altrove».
O quello di Gabriella Di Massimo che chiede: «Perché ci è voluto così tanto per dare una casa a chi l’ha persa dopo il sisma dell’Italia centrale? E come sono state costruite queste casette?».
Domande legittime, per chi ha perso tutto e deve ricostruire la propria vita. Ad Amandola, l’omonimo rifugio viene segnalato come aperto fino al 3 settembre, nella speranza che arrivino turisti.(m.p.)
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