Fagioli di Paganica e salsiccia di fegato tutelati da Slow Food

10 Gennaio 2015

L’AQUILA. Proseguono le attività del Gal Gran Sasso Velino, ente che promuove progetti per lo sviluppo rurale e il miglioramento dell’ambiente e del paesaggio lavorando per incrementare lo sviluppo...

L’AQUILA. Proseguono le attività del Gal Gran Sasso Velino, ente che promuove progetti per lo sviluppo rurale e il miglioramento dell’ambiente e del paesaggio lavorando per incrementare lo sviluppo del territorio con attenzione al benessere delle comunità locali e al futuro dei giovani. Il 2014 si chiude con un grande traguardo: la nascita di sei nuovi presìdi Slow Food in collaborazione con l’associazione Slow Food Abruzzo e Molise. I sei nuovi presìdi, che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti – Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, Canestrato di Castel del Monte, Mortadella di Campotosto e Salsicciotto Frentano, sono la Patata Turchesa, il Fagiolo di Paganica, i Mieli dell’Appennino abruzzese, il Grano Solina della montagna abruzzese, la Salsiccia di fegato aquilano e l’Oliva Monicella. Il Gal ha deciso di sostenere l’attivazione di tali presìdi utilizzando i fondi del Programma di sviluppo rurale 2007-2013. Bruno Petrei, presidente del Gal, spiega: «La collaborazione tra Gal, Slow Food Abruzzo e la Fondazione Slow Food per la biodiversità ha dato degli importanti risultati. L’obiettivo di valorizzare alcuni prodotti, custodi del ricchissimo patrimonio di biodiversità agricola e zootecnica, e alcune lavorazioni tradizionali a rischio di scomparsa, attraverso il progetto dei presìdi Slow Food, rende l’attività del Gal sempre più rivolta al territorio e vicina ai piccoli produttori».

Eliodoro D’Orazio, presidente Slow Food Abruzzo e Molise, afferma che «i presìdi Slow Food hanno contribuito e contribuiscono a salvare numerose varietà di ortaggi e frutta, razze autoctone, formaggi, pani, salumi, dolci, che rischiavano o rischiano l’estinzione. Hanno aiutato centinaia di piccoli produttori a proseguire la propria attività, favorendo il contatto tra consumatori interessati alla qualità e disponibili a pagare un prezzo equo e remunerativo per tutti; hanno contribuito a dimostrare che un’altra agricoltura e un’altra produzione alimentare sono possibili».

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