Falò nella notte per salvare i vigneti

A Capestrano antico e disperato rimedio adottato da Alfonso D’Alfonso contro le gelate tardive
CAPESTRANO. Il fuoco per combattere le gelate notturne fuori stagione, che rischiano di distruggere l’agricoltura, a cominciare dai vigneti e dai frutteti, per non parlare degli uliveti.
Alfonso D’Alfonso, ex presidente della ex Arpa, l’Azienda regionale dei trasporti pubblici, e ora ristoratore e coltivatore di alcuni dei prodotti di eccellenza d’Abruzzo, come la farina di grano di solina, ha trascorso un’intera notte a bruciare balle di fieno bagnate per “riscaldare” i vigneti e evitare che le viti, in piena vegetazione, gelassero con le temperature anche sotto lo zero toccate in queste ultime notti a causa dell’ondata di freddo e neve.
«Che notte... anche fuoco e acqua per contrastare questa ulteriore calamità. Tra poco sapremo se tutti i sacrifici che abbiamo fatto sono serviti a salvare vigneti e frutteti!», ha postato su facebook D’Alfonso dopo che, nei giorni precedenti l’ondata di gelo, si è anche dato da fare a coprire e proteggere le piante da frutta quelle di ulivo. «Stiamo cercando di riparare le nostre coltivazioni dalla temuta gelata. Speriamo di riuscirci. In questa folle scelta di agricoltura estrema ed “eroica”», scrive ancora Alfonso D’Alfonso. «L’utilizzo del fuoco è un ottimo metodo di contrasto delle gelate tardive, oltre a dare un immagine positivamente romantica del territorio. Noi la pratichiamo utilizzando le balle di paglia congiuntamente ad altre tecniche. Il problema è che questi metodi danno risultati ottimi fino a 2/3 gradi sotto lo zero e in assenza di inversioni termiche, che in presenza di inverni miti e primavere di 25 gradi precipitano a -5/-8 per 5/7 ore. Con queste escursioni l’efficacia si attenua notevolmente», spiega D’Alfonso. Vedremo tra qualche giorno se l’intervento di salvataggio è riuscito.(v.p.)
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