Fallimento Edimo Scatta il presidio dei 115 lavoratori

2 Marzo 2015

Già cominciate le verifiche del curatore fallimentare Lolli: situazione preoccupante, va evitato l’effetto domino

L’AQUILA. Con il curatore fallimentare Luigi Labonia già al lavoro, i 115 dipendenti della Edimo spa presidieranno stamani il complesso nel nucleo industriale di Poggio Picenze, dove su 500mila metri quadrati insistono gli immobili del gruppo Taddei. Una manifestazione organizzata da Fim, Fiom e Uilm, visto che nell’azienda dichiarata fallita dal tribunale di Roma, nata dalla fusione dei settori carpenteria e prefabbricati, lavorano 60 metalmeccanici. Nel frattempo, fervono i contatti tra il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e la proprietà, per la convocazione del tavolo istituzionale: «Stiamo aspettando che il curatore fallimentare termini le procedure preliminari e acquisisca tutti gli elementi necessari», spiega Lolli, «e subito dopo fisseremo il tavolo, speriamo entro questa settimana. Non nascondo che la situazione, anche dal punto di vista tecnico, sia molto preoccupante, dato che tra le imprese del gruppo guidato da Carlo Taddei il tribunale di Roma ha dichiarato fallita la holding. Vedremo di capire cosa si può fare per tutelare i lavoratori, ma anche per evitare l’effetto domino sulle altre aziende».

Il curatore fallimentare Luigi Labonia ha iniziato sopralluoghi e verifiche già nella giornata di sabato e oggi dovrebbe riferire al giudice che l’ha nominato i primi esiti degli accertamenti. I sindacati nelle prossime ore chiederanno a Labonia un incontro ufficiale, per conoscere le prospettive che ora si aprono per lo stabilimento e per il futuro dei 115 lavoratori, la cui cassa integrazione straordinaria scade il 10 marzo. Intanto stamani, a partire dalle 9, si terrà un presidio davanti ai cancelli del complesso industriale a Poggio Picenze: «Tra i 115 dipendenti della Edimo Spa», spiega Clara Ciuca della Uilm, «ci sono 60 addetti del settore metalmeccanico. Per questo, in accordo con le altre sigle di categoria, abbiamo deciso di promuovere una manifestazione davanti alla sede del gruppo, per testimoniare con la presenza fisica tutta la preoccupazione e l’enorme disagio dei lavoratori. La situazione della Edimo Spa è particolare: il fallimento infatti è stato dichiarato mentre l’azienda era comunque attiva, con una commessa in corso e una parte del personale in cassa integrazione straordinaria. Adesso bisogna vedere cosa intende fare il curatore fallimentare».Le strade praticabili, secondo la Uilm, sono essenzialmente due: il giudice, su indicazione del curatore fallimentare, potrebbe scegliere di procedere con un’asta per affittare la fabbrica e continuare così l’attività produttiva, come fatto per la Otefal. Oppure, alla scadenza della cassa integrazione straordinaria il 10 marzo, far avviare le procedure di mobilità per tutto il personale, fino al licenziamento. «Speriamo che l’obiettivo del curatore sia di mantenere la fabbrica aperta», aggiunge Ciuca, «nonostante le difficoltà, che comunque erano note. La Uilm aveva lanciato l’allarme da tempo. Solo ora le istituzioni si sono svegliate. Purtroppo il rischio che ci sia una reazione a catena, che coinvolga anche le altre aziende del gruppo e l’indotto, è reale. E resta da vedere anche come si muoveranno i creditori».

Romana Scopano

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