False fatturazioni, altri guai per Paris

8 Agosto 2020

Divieto di esercizio d’impresa per un anno. Nel mirino case vendute a 1 euro per evitarne la confisca. La difesa: io in regola

AVEZZANO. Case vendute a un euro alla madre per evitare che finissero all’Erario e false fatturazioni per evasione di imposte tramite finta pubblicità allo stadio. Con queste accuse il presidente dell’Avezzano calcio, Gianni Paris, è stato raggiunto da una misura cautelare interdittiva. Deve rispondere dei reati di false fatture e distrazione di beni aggredibili per debiti d’imposta. L’avvocato avezzanese è stato inoltre sottoposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Mario Cervellino, a un divieto di esercizio d’impresa per un anno su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, titolare dell’inchiesta. Secondo la Guardia di finanza di Avezzano, che sta eseguendo le indagini, al fine di consentire l’evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva accumulati agendo come legale rappresentante dell’Avezzano calcio, «emetteva fatture per operazioni inesistenti in favore di se stesso, in qualità di libero professionista». Pubblicità che, secondo la tesi accusatoria, non è stata mai fatta. Secondo l’accusa, la polizia giudiziaria avrebbe rilevato che soltanto in casi limitati il pagamento della fattura è riscontrabile dall’analisi dei conti correnti. Per tale motivo gli investigatori presuppongono che «le operazioni economiche fatturate non fossero esistite e che nei pochi casi in cui vi era stato un effettivo trasferimento di denaro si era trattato di elargizioni liberali». Nella stagione calcistica 2016-2017 sono contestate fatture per un totale di 44.900 euro e 38mila euro, mentre per le restanti oltre 60 mila euro. Paris avrebbe mirato a ottenere, secondo le indagini, delle detrazioni a suo vantaggio con fatture false per operazioni inesistenti e quindi per pubblicità inesistente. La distrazione di beni sarebbe legata invece a un debito erariale di Paris saldato solo in parte. Paris si sarebbe sottratto al pagamento delle imposte sui redditi, sul valore aggiunto e sulle relative sanzioni e interessi accertati con una verifica fiscale per gli anni 2012, 2013 e 2014. Lo avrebbe fatto con «atti fraudolenti idonei a rendere inefficaci le procedure di riscossione dei crediti vantati dall’Erario nei suoi confronti».
In sostanza, secondo l’accusa, con un atto notarile del 2018 aveva venduto alla madre, al prezzo simbolico di un euro, due appartamenti e altri immobili.
L’avvocato Paris si dice convinto di poter dimostrare la regolarità delle operazioni. «L’accusa sulle false fatturazioni è infondata», si difende, «perché in realtà la cartellonistica era presente alo stadio e posso produrre le foto. Per l’altra accusa, annuncio che all’interrogatorio del 12 agosto chiederò di poter dare cinque miei appartamenti all’Agenzia delle entrate per estinguere il debito erariale di 480mila euro relativo agli anni in questione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA