Falsi certificati e favori: via al processo a Gallese

8 Gennaio 2021

Prima udienza in tribunale per l’ex dirigente dell’Asl e altri nove imputati Prossima tappa prevista a marzo. Il collegio difensivo promette battaglia

AVEZZANO. Al via il processo sulla vicenda dei falsi certificati medici all’Asl di Avezzano. Le accuse a vario titolo vanno dalla truffa ai danni dello Stato alla corruzione, fino al falso. Coinvolte dieci persone. Le indagini della Guardia di finanza si basano su un’ampia documentazione video e cartacea raccolta anche all’interno dei locali Asl. L’operazione “Tutti per uno” ha portato a maggio del 2018 all’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere e sette ai domiciliari. La richiesta di rinvio a giudizio era stata firmata il 3 ottobre dello stesso anno. L’articolata vicenda, collegata anche ad altri filoni su false invalidità, ha fatto emergere, sempre secondo le accuse, un sistema di collegamenti ambigui tra il mondo delle consulenze, quello medico e quello di pazienti conniventi, ma anche il coinvolgimento di insospettabili. Secondo gli accertamenti, l’allora Centro di salute mentale della Asl nell’ex via Salto era stato trasformato in una sorta di emporio di certificati medici falsi, con il dirigente che, dietro pagamento di denaro, dispensava documenti utili ad avanzare domande risarcitorie all’esito di incidenti stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità e persino richieste di autorizzazioni o permessi per superare misure cautelari pendenti. Al centro delle indagini delle Fiamme gialle, la figura dello psichiatra avezzanese Angelo Gallese, accusato di rilasciare i certificati contestati. Sotto accusa ci sono poi Maria Palma Di Biase di San Benedetto dei Marsi, Paolo Di Bella di Avezzano, Orlando Morelli di Avezzano, Ida Morelli di Avezzano, l’ex consigliere e assessore regionale Mario Panunzi, di Avezzano, Carmine Macerola, carabiniere in congedo di Cerchio, Giuseppe Agostinacchio, carabiniere in pensione originario di Roma. Il consigliere provinciale e finanziere di Gioia dei Marsi, Gianluca Alfonsi, è stato dichiarato estraneo alla vicenda dei falsi certificati al centro dell’inchiesta. È accusato di aver rivelato alcune informazioni riguardante l’indagine, mentre parlava in piazza a Gioia, con un suo compaesano indagato. Per quanto riguarda il medico Gino Arioli, di Ortucchio, il 15 giugno del 2019 è stato prosciolto dall'accusa di corruzione a suo carico. L’udienza di ieri pomeriggio si è tenuta davanti al collegio presieduto dal giudice Zaira Secchi. Nel corso della seduta sono stati evidenziati dei difetti di notifica a uno degli imputati. La prossima udienza è stata aggiornata al 18 marzo. Nel collegio difensivo, che promette battaglia per smontare le accuse, ci sono gli avvocati Antonio Pascale, Stefano Guanciale, Antonio Milo, Franco Colucci e Cesidio Di Salvatore.
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