Falsifica la fotocopia di un documento, assolto in appello

AVEZZANO. Si presenta all’ufficio immigrazione della questura dell’Aquila con un atto falsificato per ottenere il permesso di soggiorno, ma viene scoperto e finisce sotto processo.La Corte d’appello...
AVEZZANO. Si presenta all’ufficio immigrazione della questura dell’Aquila con un atto falsificato per ottenere il permesso di soggiorno, ma viene scoperto e finisce sotto processo.
La Corte d’appello dell’Aquila lo assolve dopo la condanna di primo grado perché falsificare una fotocopia non è reato. È quanto capitato a K.A., 45 anni, di origine marocchina che era stato condannato dal giudice del tribunale di Avezzano a 10 mesi di reclusione per falso. Secondo l’accusa aveva contraffatto la dichiarazione del proprietario di casa, presentata al commissariato, in modo da ottenere un nuovo permesso di soggiorno visto che il primo era scaduto.
Gli agenti avevano notato che era stata manomessa la data e hanno denunciato lo straniero alla procura della Repubblica di Avezzano. L’uomo era stato quindi rinviato a giudizio e condannato. Il provvedimento di condanna era stato impugnato dai legali del 45enne, gli avvocati Luca e Pasquale Motta, secondo i quali non si ravvisava il reato di falso in quanto l’atto è stato presentato come fotocopia. La modifica di una fotocopia è priva di rilevanza ed effetti, anche penali.
«La fotocopia falsificata», spiegano i legali, «integra il reato di falsità materiale quando si presenta non come tale, ma con l’apparenza di un documento originale, atto a trarre in inganno». La Corte d’Appello dell’Aquila, presieduta dal giudice Armando De Aloysio con a latere Alfonso Grimaldi e Raffaella Gammarota, ha così accolto in pieno le richieste dei difensori e assolto in secondo grado il 45enne.(p.g.)
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