Fanfani e il conte Gaddo Progetto per l’acquisto della sede ex Carispaq

Della Gherardesca in visita al centro storico della città «Mi piacerebbe organizzare presto un grande evento»
L’AQUILA. Il titolo nobiliare la dice lunga sulle sue origini. Pronipote del conte Ugolino, protagonista di un episodio narrato nell’Inferno di Dante Alighieri, imparentato con gli Hohenstaufen, i Medici, gli Estensi, i Gonzaga e i Romanov. Ex compagno della duchessa Sarah Ferguson. Il conte Gaddo Walfredo Della Gherardesca, discendente di uno dei più blasonati casati italiani, non ha certo bisogno di presentazioni. Ma la rigida etichetta nobiliare, che ne caratterizza i natali, si dissolve presto di fronte a un buon bicchiere di Montepulciano, che stuzzica la loquacità.
All’Aquila per una visita di cortesia al presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani, Della Gherardesca, che riveste il ruolo di presidente dell’Associazione dimore storiche italiane, ha elogiato l’opera di ristrutturazione post-sisma della città.
«L’Aquila ha un’eleganza, una bellezza, una qualità di palazzi fantastici», ha detto. «Vi ero stato molti anni fa, ma stavolta ho potuto visitarla in maniera più attenta. Spero che, terminati i lavori in centro storico, vi sia la possibilità di fare un’inaugurazione internazionale presentando al mondo una città bellissima, nella sua storia, cultura e arte, che sta rinascendo e che rappresenta il simbolo di quanto gli italiani siano tenaci, anche di fronte alle avversità».
Della Gherardesca ha visitato la nuova sede del Maxxi, in fase di ultimazione, e Porta Bazzano «ristrutturata», ha ricordato, «proprio grazie al contributo dell’Associazione delle dimore storiche italiane. Sono all’Aquila anche come presidente della Fondazione Sipari, che racchiude per forma statutaria, la memoria e la cultura dell’architettura dell’Abruzzo, della Marsica e di Pescasseroli. Mi piacerebbe contribuire all’organizzazione di un importante evento all’Aquila, che coinvolga le grandi Fondazioni, per dimostrare che gli italiani non sono secondi a nessuno. E L’Aquila ne è la dimostrazione».
Il presidente della Fondazione Carispaq, Fanfani, lancia un’idea che, in qualche modo, potrebbe veder coinvolta anche l’Associazione dimore storiche: l’acquisizione del palazzo dell’ex Carispaq, in corso Vittorio Emanuele. «Stiamo facendo delle riflessioni concrete per capire com’è possibile intervenire sul patrimonio storico-architettonico aquilano, a partire da quello della Fondazione», ha spiegato Fanfani. «Tra le opportunità c’è anche l’acquisizione, da parte della Fondazione Carispaq che ha il diritto di prelazione, dell’ex sede centrale della Cassa di Risparmio, sotto i portici, oggi di proprietà della Bper».
Oggi, intanto, è in programma un nuovo appuntamento con la Fondazione Carispaq, che alle 11, nel monatsero di Santa Chiara, presenterà la rassegna “Nell’Aterno scorre musica”. Con l’occasione sarà aperta in anteprima la piccola, ma preziosa biblioteca del convento, appena restaurata.
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