Farmacie soltanto fuori le mura L’opposizione: «Serve un piano»

18 Dicembre 2022

A quasi 14 anni dal sisma solo una attività ha riaperto i battenti all’interno del centro storico Romano: «Sappiamo tutti che non è sufficiente, i servizi essenziali sono necessari per la rinascita»

L’AQUILA. Un centro storico (quasi) senza farmacie. Dopo il terremoto del 2009, infatti, dentro le mura dell’Aquila ne è tornata soltanto una. E ora i gruppi di minoranza consiliare lanciano l’appello.
«Ho richiesto, insieme agli altri colleghi dell’opposizione, la convocazione della terza commissione “Politiche e Servizi sociali” per comprendere il percorso di questa amministrazione sulla revisione della distribuzione delle farmacie sul territorio comunale. Sappiamo benissimo tutti che una sola farmacia in centro storico non è affatto sufficiente», scrive il capogruppo di L’Aquila Nuova Paolo Romano.
«Puntare sulla rivitalizzazione del centro storico significa guardare all’incremento dei servizi essenziali per residenti, professionisti e commercianti oltre che all’appetibilità turistica; in questa ottica, è doveroso essere in grado di riportare nel centro storico le farmacie considerato che la loro presenza ante-sisma era capillare», spiega il consigliere di opposizione, continuando: «Entro il mese di dicembre dovrà essere aggiornata e approvata la nuova pianta organica delle farmacie cittadine, un atto che avrebbe dovuto essere biennale e che invece si attende dal 2016. Dopo le svariate denunce fatte nei mesi precedenti nelle sedi istituzionali e più volte reiterate anche a mezzo stampa, anche l’assessorato alla pianificazione ha compreso ritardi e criticità e si è attivato per dare opportune risposte».
Quindi ancora: «Per questo è ancora più necessario il confronto e la condivisione tra tutte le parti politiche. A titolo di esempio sarebbe opportuno comprendere se è stata intrapresa apposita interlocuzione con i proprietari delle farmacie private che hanno sempre dimostrato un’elevatissima professionalità e abnegazione al ruolo, soprattutto nei momenti più difficili del post-sisma e pandemia, e contestualmente se richiedere alla Regione Abruzzo la possibilità di ampliare il numero delle farmacie comunali in deroga alla pianta organica».
Poi sul tema collegato della Sanità: «La commissione, qualora concorde unanimemente, potrebbe anche attivarsi presso la Regione Abruzzo e presso il direttore generale per decongestionare il servizio del Cup della Asl, non solo con una migliore accessibilità al sistema di prenotazione e un’ottimizzazione informatica del servizio, ma anche e soprattutto, pensando agli anziani che poco o nulla usufruiscono dei servizi online, all’allargamento delle funzioni di prenotazione sui presidi sanitari di vicinato come lo sono anche le farmacie; una buona pratica presente nella quasi totalità delle regioni italiane che in Abruzzo stenta ahimè a decollare». (l.t.)
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