Fatture false con la ricostruzione: 2 arresti, commercialista nei guai

24 Settembre 2022

Coinvolta un’impresa edile: sei le misure cautelari complessive. Sequestrati beni per 4 milioni Tra le accuse del gip anche l’autoriciclaggio e l’occultamento e la distruzione di documenti contabili 

L’AQUILA. Fatture false, occultamento e distruzione di documenti contabili, autoriciclaggio e indebite compensazioni dell’Iva. Sono i reati contestati, a vario titolo, a sei persone che ruotano intorno a un’impresa edile impegnata nella ricostruzione post terremoto. Nei guai sono finite due persone originarie della provincia di Caserta, una della provincia di Foggia, una dell’Aquila e due cittadini di nazionalità albanese. In particolare l’ordinanza emessa dal gip, su richiesta della Procura, ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti di due persone, l’obbligo di dimora per le restanti quattro nonché il sequestro di beni e risorse finanziarie nella disponibilità degli indagati per oltre 4 milioni di euro. Le indagini sono state avviate in seguito a una verifica fiscale nei confronti di un’impresa edile. Verifica che ha insospettito gli inquirenti che alla fine hanno accertato la presenza di una impresa “cartiera” dedita all’emissione di fatture false per operazioni inesistenti nei confronti di altre attività del settore edile e dei servizi che hanno concorso nel reato di emissione di fatture false. Al titolare dell’impresa vengono contestati anche la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, la dichiarazione infedele, l'omessa dichiarazione, occultamento e distruzione della documentazione contabile, le indebite compensazioni di debiti tributari di terzi mediante utilizzo di crediti Iva propri di fatto “inesistenti” e l’autoriciclaggio. Nell’indagine risulta coinvolto pure un commercialista residente nel Casertano destinatario di una delle misure cautelari. Dalla successiva analisi dei rapporti finanziari dell’impresa edile, infine, è emerso il trasferimento di somme provenienti dal delitto di emissione di fatture per operazioni inesistenti a terzi al solo fine di far perdere il giro di denaro e quindi ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa delle somme. Da qui il reato di riciclaggio. Il monitoraggio dei flussi finanziari, infatti, si pone come importante ed efficace metodo per l’individuazione di capitali di origine illecita in grado di inquinare l’economia legale e di alterare le condizioni di concorrenza. L’indagine è della Finanza. (f.d.m.)