«Fdi mi caccia? Resto uomo libero»
Bianchini contro il partito: si è piegato al diktat del leghista D’Eramo
AVEZZANO. Nessun passo indietro degli autosospesi di Fratelli d’Italia in corsa o a supporto del candidato a sindaco Gianni Di Pangrazio. Maurizio Bianchini, dirigenti marsicano, ex assessore comunale, non arretra di un passo di fronte all’ultimatum dei coordinatori regionale, provinciale e comunale, Etelwardo Sigismondi, Pierluigi Biondi e Roberto Alfatti Appetiti, mentre Nello Simonelli, candidato di “Avezzano città territorio”, non commenta, ma tira dritto. «Se i vertici regionali decideranno mai di espellermi», afferma Bianchini, quasi in segno di sfida, «me ne farò una ragione e, se così fosse, avrò la certezza che, ancora per una volta, qualcuno vorrebbe assoggettare Avezzano e la Marsica ad altri interessi non locali. Essendo da sempre un uomo libero e non condizionabile, come la mia storia politica dimostra, resto convinto che la scelta di sostenere il candidato a sindaco civico e dei moderati, Di Pangrazio, fatta dagli scontenti, e attenti uomini e donne del centrodestra, che guardano solo alle esigenze del territorio, rimane la più credibile per la città».
Per Bianchini i vertici regionali di Fdi si «sono piegati al diktat dell’oligarca leghista, l’onorevole Luigi D’Eramo», e di «qualche giocoliere locale delegato alla formazione della lista del partito che, senza alcuna logica», conclude l’ex assessore Bianchini, «vuole imporre la sua strategia per fare cassa di voti avezzanesi e poi condizionare il nostro territorio: è un film già visto che non mi entusiasma, mentre Fratelli d’Italia ha perso una grande occasione». (m.s.)

