Febbo: «L’Agenzia culturale resta aperta»

5 Dicembre 2019

L’assessore regionale chiarisce: «Solo un riassetto dei dirigenti». Ma le polemiche continuano

SULMONA. Niente chiusura, ma solo un riassetto dei responsabili e una riorganizzazione dei vertici delle varie sedi. Così gli assessori alla Cultura, Mauro Febbo, e al Territorio, Nicola Campitelli, provano a rassicurare sul destino dell’Agenzia di promozione culturale e del Centro regionale beni culturali di Sulmona e Castel di Sangro, sedi che saranno accorpate con quello di Avezzano. Se dal punto di vista dei servizi all’utenza non cambierà nulla, come fanno sapere dalla giunta regionale, certo è che la città perderà il responsabile della sede sulmonese dell’Apc, appena andrà in pensione o in caso di trasferimento, richiesto o disposto.
«Non vi è nessuna chiusura degli uffici ma solo una rideterminazione dei responsabili di ufficio delle Agenzie per la promozione culturale di Lanciano e Sulmona che resteranno operative e aperte come sempre», intervengono Febbo e Campitelli, «paradossale e assurdo ricevere critiche e denunce proprio da coloro che in questi anni hanno lasciato la Regione Abruzzo senza un assessore alla Cultura, senza fondi e quindi priva di una programmazione certa. Sulmona come Lanciano non verranno assolutamente depotenziate e le unità lavorative rimarranno le stesse. Anzi, questo governo regionale ha approvato una riorganizzazione seria e concreta della macchina regionale corrispondente alle coperture finanziarie disponibili per colmare le inadempienze causate proprio dalla giunta D’Alfonso. In questi mesi, infatti, abbiamo riorganizzato gli uffici territoriali del Dipartimento cultura della Regione con un nuovo assetto dei responsabili di ufficio, dando concretezza alle legittime aspettative dei professionisti della cultura con specifici bandi per le attività culturali e investendo nell’acquisto di nuovi testi da destinare alle biblioteche, anch’essi per 5 anni mai acquistati».
Al contrario dei suoi assessori, parla del mantenimento dello status quo la consigliera regionale di maggioranza Antonietta La Porta. «Dopo le esternazioni politiche di questi giorni, sento di poter affermare che al momento non vi è nulla di definitivo», dice, «anzi si sta lavorando a livello di governo regionale, per mantenere l’attuale status quo».
Anche il consigliere regionale di maggioranza Simone Angelosante si schiera contro la decisione di accorpamento delle dirigenze, che ha già provocato la levata di scudi in città del consigliere regionale Marianna Scoccia, del gruppo di Italia Nostra e del sindaco Annamaria Casini. «Qualora questa ipotesi volesse essere davvero perseguita, invito formalmente l’assessore a coinvolgere il consiglio regionale anche tramite le competenti commissioni», avverte Angelosante, «faccio da ora presente che per ciò che mi riguarda mi opporrò con forza a qualsiasi riduzione di servizi nelle già penalizzate aree interne, soprattutto se riferiti alla cultura».
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