Ferì a coltellate il rivale in amore In aula sfilano i primi testimoni

18 Ottobre 2021

L’imputato, un operaio di 52 anni, seguì la moglie fino alla casa dell’uomo con cui aveva una relazione Il marito, arrestato dopo l’aggressione, deve rispondere di lesioni aggravate e violazione di domicilio

AVEZZANO. È accusato di aver sfondato la porta dell’abitazione dell’uomo con cui sua moglie aveva una relazione e di averlo ferito a coltellate. Il 52enne di Avezzano, A.G., chiamato a rispondere di lesioni gravi e di violazione di domicilio, è comparso davanti al giudice del tribunale di Avezzano, Marianna Minotti. Nel corso della prima udienza sono stati ascoltati alcuni testimoni, in particolare i carabinieri che avevano svolto le indagini e una commerciante che si era vista entrare di corsa nel negozio l’uomo, seminudo e sanguinante, raggiunto dai due fendenti. I fatti risalgono al 2018 quando l’imputato, un operaio avezzanese, decise di pedinare la moglie dopo aver avuto il sospetto che lo tradisse con un altro.
Lei era entrata nella casa dell’amante e lui aveva atteso qualche minuto, per poi fare irruzione sfondando la porta a calci. A quel punto aveva messo in atto la sua vendetta sferrando due coltellate al suo contendente, che si era dato alla fuga per sfuggire al suo aggressore, per poi scagliarsi anche contro la moglie.
A quanto pare, secondo quanto emerso dalle indagini, da tempo l’operaio era diventato sospettoso, al punto da seguire quel giorno la moglie convinto di poter trovare in tal modo la conferma ai suoi dubbi. La donna era salita a bordo della propria auto e si era diretta fuori città, in un paese limitrofo. Il marito l’aveva vista entrare in un’abitazione. Così, dopo aver atteso un po’ di tempo davanti a quella casa, aveva deciso, infuriato, di passare in azione. Secondo l’accusa, armato di coltello era entrato nella casa, sfondando il portone d’ingresso, per poi scagliarsi contro l’uomo colpendolo all’inguine e alla coscia. La lama era andata vicina a recidere l’arteria femorale. Il ferito, sanguinante e in preda al panico, era fuggito da una finestra, andando a rifugiarsi in un negozio nei paraggi.
La donna, invece, era rimasta in casa con il marito che, come una furia, l’aveva aggredita senza fortunatamente ferirla con il coltello. Era stato chiesto subito l’intervento dei carabinieri della locale stazione.
Inizialmente il 52enne aveva fatto perdere le proprie tracce ma subito dopo era stato raggiunto dai militari dell’Arma coi i quali aveva poi avuto un atteggiamento “collaborativo” facendo ritrovare il coltello usato per l’aggressione. Nei suoi confronti la Procura di Avezzano aveva disposto l’arresto con l’accusa di lesioni gravi e violazione di domicilio. Il 52enne, difeso dagli avvocati Antonio Pascale e Valentina Calvarese, aveva sostenuto davanti agli investigatori di avere agito in preda alla disperazione e di non essere riuscito a sopportare il tradimento. Sia l’uomo aggredito che la donna picchiata dall’imputato erano finiti al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Lei con qualche ecchimosi, lui con una prognosi di venti giorni.
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