Ferie revocate, l’ira per il silenzio LFoundry

Di Cola (Rsu Uilm): inviata nota per avere spiegazioni, richiamando i lavoratori superato ogni accordo
AVEZZANO. È polemica per l’assenza di spiegazioni in merito alla revoca delle ferie natalizie per i dipendenti LFoundry. L’azienda di memorie volatili, infatti, a 48 ore dal Natale, ha richiamato al lavoro circa 50 operatori ai quali erano state concesse tempo prima le ferie. Un atteggiamento inusuale che ha mandato su tutte le furie sia i dipendenti, che hanno dovuto rivedere i loro programmi e tornare nello stabilimento, sia le parti sociali che continuano a criticare l’atteggiamento dell’azienda e la mancanza di comunicazione.
«Non abbiamo avuto una spiegazione ufficiale delle motivazioni che hanno spinto quel turno a vedersi revocare le ferie», ha commentato Monica Di Cola, rappresentante sindacale di stabilimento della Uilm-Uil, «abbiamo inviato una nota per avere delle spiegazioni, ma a oggi nessuno ci ha risposto. Riusciamo a immaginare che essendo il momento di un piccolo rallentamento produttivo per via delle feste, l’azienda ha deciso di garantire la movimentazione minima e di revocare le ferie per far sì che a fine settimana potessero essere realizzati i pezzi programmati senza avere alcun problema».
La vicenda, che ha riguardato circa 50 dipendenti della squadra B, ha riacceso le polemiche anche sulla scarsa comunicazione tra azienda e parti sociali che aspettano ancora di confrontarsi al ministero per lo Sviluppo economico dopo la cessione del cento per cento delle quote alla start up cinese Wuxi.
«Il problema non ha riguardato centinaia di lavoratori, ma noi siamo intervenuti sia perché sollecitati dai dipendenti interessati, sia perché non si riesce ad avere a oggi una programmazione», ha continuato Monica Di Cola, «quella programmazione che invece viene richiesta a noi con mesi e mesi di anticipo. Ai sindacati, infatti, viene chiesto di analizzare e sottoscrivere un accordo per le ferie entro aprile, almeno 8 mesi prima del periodo natalizio. Questo atteggiamento non è lineare perché non essendo l’azienda in una situazione emergenziale è stato superato ogni accordo richiamando i dipendenti al lavoro». (e.b.)
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