Ferisce il marito che dorme e poi si lancia dalla finestra

7 Ottobre 2021

Antonella Vespa muore dopo il volo dal quarto piano. Lui è grave in ospedale

L’AQUILA. L’equilibrio di una vita familiare senza sussulti, all’apparenza serena, si spezza in pochi attimi. Quelli in cui una moglie decide di farla finita e di portare con sé, in un estremo gesto di disperazione, il marito che le dorme accanto. Qualcosa di profondo, per certi versi inspiegabile, si è rotto nel cuore e nella percezione della realtà di Antonella Vespa, 60 anni, che nella notte tra lunedì e martedì ha colpito in testa con una bottiglia il marito, Giuseppe Colantoni, 68 anni, per poi lanciarsi nel vuoto dalla finestra dell’appartamento al quarto piano in via Giovanni Di Vincenzo, nella zona di Sant’Antonio. Lei è morta sul colpo, lui è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale.
GLI ATTIMI DELLA TRAGEDIA
Sono passate non da molto le 23 quando i carabinieri ricevono la chiamata di soccorso al 112. A chiedere aiuto è proprio Colantoni, ingegnere originario di Secinaro, dove è stato anche sindaco, e un lungo percorso professionale nella pubblica amministrazione concluso in Regione, che fa scattare l’intervento dei militari. Arrivata in via Di Vincenzo, dove una diramazione della strada forma uno slargo circondato da palazzine color mattone, la pattuglia si trova davanti il corpo della donna ormai senza vita, disteso sul selciato dello spazio recintato che circonda il condominio in cui abitava la coppia, e il marito in casa in stato di semi-incoscienza. È lui, benché con il capo lacerato da un’ampia ferita da cui perde molto sangue, a raccontare quello che era successo pochi minuti prima. Riesce a dire ai militari che la moglie l’ha colpito alla testa con una bottiglia mentre lui era in stato di dormiveglia. Per questo non è riuscito a schivare il colpo né a impedire alla moglie di buttarsi dalla finestra. Subito dopo Colantoni viene caricato a bordo di un’ambulanza del 118 e trasportato al San Salvatore. Qui le sue condizioni si stabilizzano, consentendogli un recupero nelle ore successive che inducono i medici a non ritenerlo in pericolo di vita. Il 68enne resta comunque ricoverato per ulteriori accertamenti e per tenere sotto controllo il suo stato di salute.
UN MALESSERE STRISCIANTE
I primi rilievi da parte dei carabinieri della Compagnia dell’Aquila e nel Nucleo investigativo avvalorano il resoconto fornito da Colantoni. All’interno dell’abitazione non vengono trovate tracce di un’eventuale colluttazione o di una lite finita male. Anche sul corpo della donna, esaminato dal medico legale Giuseppe Calvisi prima che fosse rimosso su disposizione del pm di turno Stefano Gallo, non vengono individuati segni di uno scontro fisico prima del volo mortale dalla finestra. I coniugi erano soli in casa. Il figlio 20enne Andrea, studente universitario a Roma, si trovava fuori. L’ipotesi su cui si concentrano per ora gli investigatori è quella di un tentato omicidio-suicidio. A scatenare il raptus sarebbe stato un progressivo stato di malessere della donna, dovuto ad ansie nate in ambito familiare ma non evidenti, che ne avrebbero minato la serenità fino al punto di concepire e compiere un gesto ultimativo. Nessun segnale, per quanto emerso finora, poteva far immaginare un esito così tragico.
LE TESTIMONIANZE
L’imprevedibilità e la rapidità con cui si è consumata la tragedia hanno sorpreso gli stessi vicini di casa. «Nulla lasciava presagire tutto questo», racconta uno di loro, «ho parlato con lui proprio lunedì, era tranquillo: se ci fosse stato qualcosa che non andava, me ne sarei accorto». Tra i palazzi che circondano lo slargo in via Di Vincenzo c’è chi ha notato i lampeggianti dei carabinieri e dell’ambulanza, ma non ha immaginato cosa fosse successo. «Era impensabile una situazione del genere», spiega un altro cittadino della zona. «Mai nessuna lite tra loro, è sempre stata una coppia tranquilla». Antonella Vespa, originaria di Gagliano Aterno, non lavorava e viene descritta come una «persona molto riservata, schiva». Usciva poco di casa, il più delle volte per accompagnare il marito in qualche passeggiata. Nella sua naturale ritrosia è probabile, dunque, che sia maturato quel malessere che le è stato fatale.
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