Feriti e rapinati in piazza Arriva l’altra condanna

27 Maggio 2021

Cinque anni a un 26enne. Al suo complice era stata già inflitta la pena di 7 anni I due marocchini avevano aggredito con una bottiglia e un coltello 2 minorenni

AVEZZANO. Li avevano aggrediti, picchiati, minacciati e feriti con il collo di una bottiglia rotta e con un coltello, per poi portargli via i cellulari, le carte di credito e dei soldi. Dopo la pena inflitta un mese fa a 7 anni per uno dei due aggressori, ora anche il secondo è stato condannato a 5 anni di reclusione. Si tratta di El Hou Sofiane, marocchino di 26 anni, per il quale si è proceduto con rito abbreviato. Il connazionale, Ghettas Yassine, 30 anni, era stato condannato il 25 aprile a una pena di 7 anni e due mesi per aver accoltellato uno dei minorenni aggrediti in piazza l’estate passata. Si tratta della rissa che un sabato sera dello scorso mese di giugno, era sfociata nel ferimento di un avezzanese di 17 anni a scopo di rapina e di altri ragazzi.
Ora è arrivata la decisione del tribunale di Avezzano anche per il 26enne. Nello specifico, alle 3.30 di quella notte, la polizia era intervenuta in piazza Risorgimento dopo la segnalazione di un’aggressione da parte di un cittadino magrebino (in realtà i malviventi erano due). L’arrivo dell’equipaggio della volante, che si trovava già nella zona a causa delle numerose risse nel corso della movida avezzanese della scorsa estate, aveva consentito di ricostruire l’accaduto e di avviare immediatamente le ricerche dei responsabili. Nella circostanza la polizia aveva appreso che i due stranieri, dopo aver ricevuto il rifiuto di una sigaretta da parte di un giovane avezzanese e mentre quest’ultimo si allontanava in fretta, insieme ad altri ragazzi per la maggior parte minorenni, lo avevano rincorso con il chiaro intento di impadronirsi degli oggetti di valore in loro possesso. Una volta raggiunto il gruppo, dopo aver colpito alla testa con una bottiglia uno dei giovani, con un coltello avevano ferito alla spalla un secondo minorenne, sottraendogli il cellulare e il portafoglio. Un fatto grave avvenuto in un periodo di grande tensione in città a causa di numerosi episodi di microcriminalità registrati in quel periodo, tra cui il ferimento di un carabiniere aggredito da un dominicano e finito in ospedale in prognosi riservata. Una situazione incandescente che aveva avuto il suo apice proprio in quella serata di sabato quando il centro era stato teatro di una serie di risse. Nei giorni successivi all’aggressione, Yassine era stato inseguito per le vie della città da un gruppo di persone con bastoni e spranghe di ferro, proprio perché ritenuto il complice del 26enne, arrestato qualche giorno prima di lui. Ghettas Yassine era stato già identificato la mattina seguente all’accoltellamento dagli agenti del commissariato e foto-segnalato. Poi, però, era stato rilasciato in attesa di misure restrittive che non erano ancora arrivate. Ora entrambi sono stati condannati in primo grado. (p.g.)
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