Ferito a coltellate il pugile Di Berardino

11 Aprile 2020

Raggiunto da fendenti all’addome, il 38enne è grave: denunciati tre fratelli rom. La lite forse per un regolamento di conti

AVEZZANO. Prima la discussione, poi l’aggressione e infine due coltellate all’addome. A farne le spese il pugile avezzanese Ivan Di Berardino, 38 anni, già campione dei pesi massimi e con un passato burrascoso dovuto a problemi con la giustizia. Tre persone sono state denunciate a piede libero. Due di loro, R.S. ed E.S., sono accusati di tentato omicidio, un terzo fratello, R.S., di lesioni. Il pugile si trova ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Avezzano. È stato sottoposto a un intervento chirurgico e a trasfusione. Sul caso indaga la polizia che ha subito individuato i tre presunti aggressori, tutti di Avezzano, appartenenti a una famiglia rom. Nei loro confronti non è stata emessa alcuna misura cautelare. Neanche l’arma è stata rinvenuta.
Secondo la ricostruzione dei fatti, il pugile ha raggiunto l’abitazione della famiglia rom nella zona di Caruscino. Con lui c’era anche il nipote ventenne. Qui sarebbe avvenuta una discussione alla base della quale ci sarebbero questioni legate a conti in sospeso per una somma di denaro. Circostanze al vaglio degli inquirenti. Il pugile sarebbe stato prima picchiato e poi ferito con due fendenti all'addome. Dopo aver perso molto sangue, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano e operato nella notte.
Una relazione sull’accaduto è stata consegnata al procuratore di Avezzano, Andrea Padalino, che in base alle informazioni raccolte dagli investigatori ha fatto scattare le denunce a piede libero.
Uno dei fratelli e lo stesso Di Berardino saranno sottoposti a sanzione per violazione del decreto sul coronavirus.
Nella giornata di ieri il pugile, dopo l’intervento, ha ripreso conoscenza ed è riuscito a parlare brevemente con il suo legale, l’avvocato Antonio Pascale. Le sue condizioni restano però gravi e i medici si sono riservati la prognosi. Le prossime ore saranno determinanti per il decorso post-operatorio.
Di Berardino nel 2018 aveva conquistato il titolo di campione nazionale di pesi massimi, detenuto fino allo scorso anno, quando è arrivata la sconfitta che lo ha costretto a passare la cintura a un ucraino. Dal carattere turbolento, che spesso gli ha causato problemi con la giustizia, negli ultimi tempi il 38enne si era dedicato totalmente allo sport mettendo da parte i trascorsi guai giudiziari. Non è la prima volta che Di Berardino finisce in ospedale dopo essere stato ferito. Nel marzo del 2011 fu raggiunto da un colpo di pistola al culmine di una lite, ma riuscì a cavarsela dopo il ricovero. Il colpo di pistola fu esploso dall’interno della volante della polizia dove il suo aggressore ara stato rinchiuso.
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