Ferito con un fucile ad aria compressa

Sconosciuti sparano a un pensionato originario di Cerchio: «Due forti esplosioni, poi un bruciore». Operato in ospedale
di Massimiliano Lavillotti SCANNO. Stava aspettando il fratello maggiore nella zona della vecchia centrale elettrica, appoggiato alla barriera stradale in ferro, quando a un certo punto s’è accasciato al suolo. Un piombino sparato da un fucile ad aria compressa l’ha colpito sul polpaccio, facendogli perdere molto sangue.
È accaduto a Scanno, dove V.M., 52 anni, originario di Cerchio ma residente da anni nel centro montano, è stato colpito da un pallino sparato con l’arma.
Verso le 19, mentre attendeva il fratello per fargli compagnia nel suo orto, il cinquantaduenne è stato raggiunto a una gamba dal proiettile. Il fatto in via dei Caduti, in pieno centro abitato. Agli inquirenti l’uomo ha raccontato di aver sentito due forti colpi e subito dopo un bruciore a un polpaccio. «Un gesto inqualificabile e assurdo», commenta il fratello, G.M., di 56 anni, dipendente delle Poste italiane, «che poteva costargli anche la vita se fosse stato colpito in qualche altra parte del corpo. Forse qualcuno voleva solo giocare, senza rendersi conto però del pericolo e della gravità del gesto». L’uomo, che non è sposato e vive con la famiglia del fratello, è stato soccorso da un passante che l’ha caricato in macchina e accompagnato al distretto sanitario di base. Il personale sanitario locale ha tamponato la ferita e disposto l’immediato trasporto del pensionato all’ospedale di Sulmona. Con un’operazione durata circa un’ora, i medici gli hanno estratto il proiettile che si era conficcato nel polpaccio, fortunatamente senza lacerare alcuna vena. La prognosi è di 30 giorni. Ai carabinieri coordinai dal capitano della compagnia di Castel di Sangro, Domenico Fiorini, che lo hanno interrogato, l’uomo ha detto di non avere visto chi gli ha sparato. Le indagini da parte dei militari della stazione di Scanno cercheranno di chiarire l’esatta dinamica dell’episodio che ha scosso l’intera comunità, dove V.M. è conosciuto da tutti e ben voluto.
«Cercheremo di risalire al responsabile», spiega il capitano Fiorini, «per evitare che simili fatti possano ripetersi».
Secondo la legge italiana, le armi ad aria compressa sono di libera vendita, ma se sviluppano una certa energia vengono considerate armi comuni da sparo e pertanto il loro acquisto richiede una autorizzazione e la successiva denuncia di possesso. Si stanno appunto controllando i possessori di armi regolarmente registrate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È accaduto a Scanno, dove V.M., 52 anni, originario di Cerchio ma residente da anni nel centro montano, è stato colpito da un pallino sparato con l’arma.
Verso le 19, mentre attendeva il fratello per fargli compagnia nel suo orto, il cinquantaduenne è stato raggiunto a una gamba dal proiettile. Il fatto in via dei Caduti, in pieno centro abitato. Agli inquirenti l’uomo ha raccontato di aver sentito due forti colpi e subito dopo un bruciore a un polpaccio. «Un gesto inqualificabile e assurdo», commenta il fratello, G.M., di 56 anni, dipendente delle Poste italiane, «che poteva costargli anche la vita se fosse stato colpito in qualche altra parte del corpo. Forse qualcuno voleva solo giocare, senza rendersi conto però del pericolo e della gravità del gesto». L’uomo, che non è sposato e vive con la famiglia del fratello, è stato soccorso da un passante che l’ha caricato in macchina e accompagnato al distretto sanitario di base. Il personale sanitario locale ha tamponato la ferita e disposto l’immediato trasporto del pensionato all’ospedale di Sulmona. Con un’operazione durata circa un’ora, i medici gli hanno estratto il proiettile che si era conficcato nel polpaccio, fortunatamente senza lacerare alcuna vena. La prognosi è di 30 giorni. Ai carabinieri coordinai dal capitano della compagnia di Castel di Sangro, Domenico Fiorini, che lo hanno interrogato, l’uomo ha detto di non avere visto chi gli ha sparato. Le indagini da parte dei militari della stazione di Scanno cercheranno di chiarire l’esatta dinamica dell’episodio che ha scosso l’intera comunità, dove V.M. è conosciuto da tutti e ben voluto.
«Cercheremo di risalire al responsabile», spiega il capitano Fiorini, «per evitare che simili fatti possano ripetersi».
Secondo la legge italiana, le armi ad aria compressa sono di libera vendita, ma se sviluppano una certa energia vengono considerate armi comuni da sparo e pertanto il loro acquisto richiede una autorizzazione e la successiva denuncia di possesso. Si stanno appunto controllando i possessori di armi regolarmente registrate.
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