Ferito dopo l’assalto di un cane La Cassazione: «Pagherà l’Asl»

L’AQUILA. Era sul ciclomotore e per evitare l’aggressione di un cane randagio lungo una strada alla periferia della città cadde e si fece molto male. A pagare il risarcimento sarà la sola Asl...
L’AQUILA. Era sul ciclomotore e per evitare l’aggressione di un cane randagio lungo una strada alla periferia della città cadde e si fece molto male. A pagare il risarcimento sarà la sola Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e non anche il Comune dell’Aquila.
La Corte di Cassazione con una recente decisione ha di fatto confermato le sentenze di primo e secondo grado del tribunale mettendo dunque la parola fine a un lungo contenzioso.
La vicenda risale a più di 10 anni fa e il tribunale dell’Aquila con una decisione del 2013 «accolse la domanda di risarcimento proposta nei confronti della Asl ritenendola esclusiva responsabile dell’accaduto». Rigettò, invece, la domanda proposta nei confronti del Comune dell’Aquila.
La Corte di Appello nel 2020, quindi sette anni dopo, ha confermato la prima sentenza.
Secondo i giudici della Cassazione «incombe in capo alla Asl un dovere generalizzato di vigilanza e controllo del territorio trattandosi di un soggetto istituzionalmente tenuto alla cattura dei cani vaganti senza controllo. Diversamente in capo al Comune vi è solo una responsabilità sussidiaria in termini di collaborazione che si concreta nella mera segnalazione della presenza di animali cui il Comune può provvedere a condizione della conoscenza (conoscibilità) da parte sua della situazione di pericolo. Trattandosi di un fatto avvenuto lontano dal centro abitato, l’ente locale non poteva essere chiamato a rispondere in difetto della prova di aver ricevuto la segnalazione della presenza di animali randagi nel luogo dell’incidente».
La Asl provinciale, fin dall’epoca della denuncia e nei successivi gradi di giudizio, si era difesa affermando che nel caso specifico la legge «impone che la responsabilità dell’ente si affermi solo previa individuazione del concreto comportamento colposo a esso ascrivibile e cioè che gli siano imputabili condotte, a seconda dei casi, specificamente o genericamente colpose che abbiano reso possibile il verificarsi dell’evento dannoso».
Una sentenza destinata a far discutere visto che il problema del randagismo, all’Aquila come in tante altre città, è sempre di strettissima attualità. (g.p.)
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