Fermato con un etto di cocaina, arrestato

Il 30enne si trova ai domiciliari. E il giudice assolve un 34enne perché la droga era “scaduta”
SULMONA. Stavano tornando da Roma quando sono stati fermati al posto di blocco dai finanzieri che si erano appostati nei pressi del casello autostradale di Pratola Peligna. A bordo dell’auto viaggiavano in due e uno di loro, appena sceso dall’utilitaria, ha tentato una fuga tra le campagne circostanti. Ma dopo una decina di metri è stato bloccato dai finanzieri. Una volta perquisito il giovane è stato trovato in possesso di un pacchetto che conteneva un etto di cocaina. Per lui sono scattate le manette. Si tratta di Fabrizio Pescatore, sulmonese di 30 anni, originario di Bussi, il quale su disposizione del sostituto procuratore Stefano Iafolla è stato raggiunto dai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida e del processo con rito direttissimo che potrebbe essere celebrato questa mattina nel tribunale di Sulmona. Il giovane, assistito dall’avvocato Serafino Speranza, sarebbe rimasto in silenzio alle domande dei finanzieri, rifiutandosi di dare indicazioni sulla provenienza della sostanza stupefacente.
Intanto ieri mattina per un altro giovane di Sulmona, Mattia Buccilli, 34enne anche lui implicato in una vicenda di droga, è stato assolto dal giudice monocratico del tribunale di Sulmona. Il giovane era finito sotto processo dopo che i carabinieri avevano trovato nascosto, nel controsoffitto della sua abitazione, un panetto di hascisc. A dire il vero i carabinieri si erano recati nell’abitazione del 34enne alla ricerca di armi trovando invece la sostanza stupefacente. Nel corso del processo è emerso dalle analisi dell’Arta che quella sostanza nascosta nel controsoffitto aveva ormai perso il principio attivo in quanto troppo datata. I 93 grammi iniziali si sono quindi ridotti a 3 soli grammi che, stando ai certificati prodotti dal Serd, erano per uso personale. Al termine della requisitoria il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione, ma il giudice ha dato ragione all’imputato difeso dall’avvocato Silvia Iafolla, assolvendolo perché il fatto non sussiste. (c.l.)
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