Festa dei serpari, atti all’Unesco

30 Settembre 2018

Cocullo, l’intento è di far riconoscere il rito popolare come patrimonio immateriale dell’umanità

COCULLO. Presentato il documento per accompagnare la candidatura della festa di San Domenico Abate e del rito dei serpari a patrimonio immateriale dell’umanità.
Il fascicolo sarà inviato alla commissione italiana dell’Unesco e al ministero per i Beni e le attività culturali che dovranno appoggiare la candidatura del centro della Valle del Sagittario per ottenere l’importante riconoscimento.
La presentazione si è tenuta a Roma durante una conferenza nella Casa della memoria, alla quale hanno partecipato antropologi, cittadini di Cocullo, amministratori. «Invieremo il dossier entro la settimana prossima», ha detto il sindaco Sandro Chiocchio.
«La festa di Cocullo», ha aggiunto l’antropologa Valentina Zingari, coordinatrice del gruppo di lavoro che ha redatto il documento, «è un’eccellenza della cultura popolare italiana, insieme a tante altre dei piccoli paesi dell’Appennino centrale, che rischia di sparire per lo spopolamento e l’abbandono di questi centri. L’Unesco offre un’opportunità di tentare di invertire la tendenza mettendo in atto un piano organico e concreto di sviluppo».
Durante l’incontro il dossier, come richiesto dalla commissione italiana Unesco, è stato studiato in tutti i punti. Proprio sullo sforzo di salvare le piccole comunità, soprattutto nelle aree colpite dai terremoti degli anni scorsi, si è concentrato l’intervento di Sabrina Simone, sindaco di Pretoro e delegata abruzzese dell’Anci/Piccoli Comuni che ha illustrato il piano dell’associazione “Il controesodo”. Un rilancio delle aree interne da fare anche con il lavoro di rete, come sta facendo l’associazione temporanea di scopo, che vede impegnati, oltre al primo cittadino di Cocullo, anche i primi cittadini di Anversa degli Abruzzi, Gianni Di Cesare, e Fernando Gatta di Villalago. Sulla necessità di un provvedimento legislativo per facilitare l’utilizzo dei fondi europei, che riconosca il valore dell’esperienza di Cocullo hanno insistito Giovanni D’Amico e il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. Laura Corvetti e Mario Volpe, a nome della comunità di Cocullo, hanno espresso i sentimenti che rendono la comunità protagonista della festa.
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