Feste religiose, proteste per i diktat di Spina

22 Giugno 2017

CASTELVECCHIO SUBEQUO. Cresce la protesta dei residenti della Valle Subequana che temono le nuove disposizioni in materia di feste religiose locali firmate dal vescovo Angelo Spina. In particolare,...

CASTELVECCHIO SUBEQUO. Cresce la protesta dei residenti della Valle Subequana che temono le nuove disposizioni in materia di feste religiose locali firmate dal vescovo Angelo Spina. In particolare, ad unirsi al coro di lamentele, partito alcuni giorni fa dai residenti di Castel di Ieri, sono ora gli abitanti del vicino Castelvecchio Subequo. «Non si possono prendere queste decisioni in modo unilaterale», afferma il presidente del comitato regionale dell’Associazione italiana cultura e sport, nonché consigliere di opposizione, Andrea Padovani, che aveva fatto sentire la sua voce anche in occasione della mancata processione per Santa Barbara a Castelvecchio. «I nostri paesi devono poter vivere di devozione e di tradizioni come quella legata a Santa Barbara fortemente sentita dalle tante persone che hanno avuto o che hanno dei minatori tra i loro familiari. Sulla questione urge un tavolo di confronto tra tutti i paesi del comprensorio». La manifestazione non era stata inserita dal parroco nelle festività della Settimana Santa molto probabilmente proprio perché in contrasto con il vademecum della curia. Quest’ultimo, infatti, prevede che per la settimana di Pasqua non possono esser svolte altre feste patronali come la Madonna di Pietrabona a Castel di Ieri. Da qui la protesta dei residenti e ora il rilancio dei castelvecchiesi.
«A Castelvecchio», ha aggiunto Fidio Bianchi consigliere di minoranza e presidente delle Federazione italiana tradizioni popolari, «si è cominciato con la cancellazione di Sant’Agata il 4 febbraio per la mancanza del parroco alla benedizione dei pani. Poi è stata la volta di Santa Barbara e infine il Corpus Domini senza processione. Viene da chiedersi dove si vuole arrivare». (f.c.)
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