Festino fatale con il trans Aquilano condannato

20 Ottobre 2017

L’AQUILA. Aveva organizzato un festino di sesso e droga con due trans in un’abitazione romana da lui affittata per l’occasione. Ma uno dei due ospiti muore per overdose di cocaina e lui, un...

L’AQUILA. Aveva organizzato un festino di sesso e droga con due trans in un’abitazione romana da lui affittata per l’occasione. Ma uno dei due ospiti muore per overdose di cocaina e lui, un insospettabile impiegato aquilano di 50 anni, A.L., per togliersi dai guai porta via il cadavere del poveretto per lasciarlo in un’isola ecologica. Viene subito scoperto e finisce in tribunale. Ieri l’epilogo: l’aquilano ha patteggiato 30 mesi ma ha rischiato una pena anche superiori a dieci anni. Le accuse, del resto, erano pesanti: spaccio di droga, occultamento di cadavere, morte come conseguenza di altro reato, ovvero l’omicidio colposo
Si è così conclusa una storia dalla trama inverosimile che si è verificata nell’estate di due anni fa in una zona centrale della Capitale dove l’imputato lavora facendo il pendolare.
La festa stava andando avanti a suon di cocaina, musica e sesso. A un certo punto uno dei due trans, stanco della maratona, ammaina bandiera e se ne va.
L’altro, un giovane di 30 anni, ci sta a continuare ma la droga è finita come pure sono finite le bibite.
A quel punto l’aquilano esce per procurarsi quanto richiesto.
Quando torna a casa,quella che era una pur trasgressiva festa, si trasforma in una tragedia. L’aquilano vede il trans che stramazza a terr, batte la testa su un ventilatore e muore. Poi si saprà che il decesso era stato causato dall’overdose di cocaina e metadone e non dalla caduta.
L’uomo è preso dal panico e il consumo di droga gli ha dato alla testa al punto da architettare un piano folle. Si carica sulle spalle la salma e poi la pone in un contenitore per la spazzatura e la trasporta in una vicina isola ecologica. Per far questo avvolge il corpo senza vita con una coperta.
Poi, forse per un atto di “riguardo” per la vittima, copre il suo volto con un cuscino. Intanto si era fatta mattina e in molti avevano notato quella sequenza macabra dalle finestre dei tanti palazzi che costeggiano l’isola ecologica. Poi l’arrivo della polizia. L’uomo prova a fuggire ma viene rintracciato.
Il resto è storia recente. Il Pm, avrebbe potuto arrestarlo e incriminarlo per omicidio, ma alla fine ha deciso di procedere per reati meno pesanti visto che si è subito capito che si trattava di una festa finita male. Il fatto che la vittima presentasse delle ferite dovute alla caduta poteva far pensate a una ipotetica colluttazione. Poi l’autopsia ha ridimensionato il singolare fatto sui binari giusti.
L’imputato, che ora non rischia il carcere, sarà assoggettato anche a un percorso riabilitativo. L’uomo è stato assistito dall’avvocato Angelo Cora del Foro dell’Aquila e Adriana Sissia del Foro di Roma che hanno indotto il pm a recedere da posizioni più dure. (g.g.)
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