Festival del libro, scoppia il caso Biondi caccia l’autore antisemita

Ad aprire la rassegna patrocinata da Comune e Regione è previsto Nerozzi, sui social è contro gli ebrei Opposizioni all’attacco, il sindaco reagisce: «Ho chiesto di escluderlo, non c’è spazio per l’odio razziale»
L’AQUILA. «Non c’è posto per antisemitismo, odio razziale, xenofobia e discriminazione». È con queste parole che il sindaco Pierluigi Biondi ha preso di petto la questione della partecipazione dell’autore Franco Nerozzi al festival L’Aquila città del libro, che prenderà il via il 28 luglio all’Emiciclo sotto l’organizzazione dell’associazione “Castelli di Carta” con Comune e Regione. Biondi non ne ha solo preso le distanze, ma lo ha cacciato, nel tentativo di spegnere un caso che stava deflagrando a livello nazionale, a causa delle barricate delle opposizioni, in primis del Partito democratico.
LA BUFERA
«Il festival chiamerà a raccolta alcuni dei principali nomi della cultura di destra-destra», scriveva nel primo pomeriggio di ieri il Pd dell’Aquila guidato dal segretario Nello Avellani, ricordando il caso del fumettista Zerocalcare del 2019. Ancora il Pd: «Sul palco del festival si potrà ascoltare Filippo Burla, che presenterà il libro edito da Altaforte di CasaPound fondata da Francesco Polacchi, dichiaratamente fascista; ci sarà anche Gian Piero Joime, anche lui autore Altaforte, passato in Fratelli d’Italia da CasaPound. Un percorso politico comune a Biondi e alla consigliera comunale Claudia Pagliariccio, l’unica donna tra i 21 ospiti. E poi presenzierà Nerozzi, attivista di estrema destra, che dopo aver patteggiato per l’accusa di aver addestrato mercenari in Birmania per un golpe nelle isole Comore, è divenuto noto per gli insulti contro gli ebrei sui social. Nerozzi è arrivato a fare dell’ironia persino sulla senatrice a vita Liliana Segre che, in questa città, non è riuscita ad avere la cittadinanza onoraria».
E poi Lorenzo Rotellini di L’Aquila Coraggiosa: «Il festival sarà sponsorizzato e patrocinato da Comune e Regione con 20mila euro a testa. Chiedo al sindaco di revocare il patrocinio e il finanziamento». La questione è diventata poi nazionale con Elisabetta Piccolotti della segreteria di Sinistra Italiana: «La destra deve dire chiaramente se ha ripudiato l’antisemitismo oppure se nei gangli della sua offerta culturale lo ospita ancora. Comune e Regione ritirino il loro patrocinio e ogni servizio. E Pagliariccio ritiri la sua partecipazione».
LA REAZIONE DI BIONDI
Nel tardo pomeriggio è arrivata la presa di posizione del sindaco. «Non ero a conoscenza del fatto che tra i partecipanti al festival vi fosse un relatore che ha pubblicamente espresso giudizi antisemiti», scriveva Biondi riferendosi a Nerozzi. «Ho chiesto immediatamente agli organizzatori di escludere la sua presenza. Finché sarà il Comune a sostenere iniziative come questa non potrà mai esserci posto per chi esprime opinioni riferibili all’antisemitismo o, comunque, ispirate da odio razziale, xenofobia e discriminazione. L’ amministrazione è lontana anni luce da questo tipo di sentimenti e ideologie. Testimonianza ne è la collaborazione con lo Stato di Israele, il cui ambasciatore in Italia, Alon Bar, ha partecipato all'intitolazione dell'area verde di Sant’Antonio alla memoria di Mario De Nardis. Solo qualche settimana prima era stato lo stesso diplomatico a invitarmi, in rappresentanza della municipalità, a partecipare a Roma alle celebrazioni del 75° anniversario dell’indipendenza di Israele».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

