Festival della Partecipazione Cialone: un’occasione persa

18 Ottobre 2018

L’AQUILA. «Se la poteva proprio risparmiare il sindaco la infelice uscita sul Festival della Partecipazione (“Al netto della qualità degli eventi e dei dibattiti inseriti in programma, di cui non...

L’AQUILA. «Se la poteva proprio risparmiare il sindaco la infelice uscita sul Festival della Partecipazione (“Al netto della qualità degli eventi e dei dibattiti inseriti in programma, di cui non discuto, attendo ancora di conoscere, in termini di dati e cifre reali, quali siano i vantaggi che il Festival della Partecipazione reca al territorio”). Io non so cosa pensava che dovesse portare a questa città un evento, per carità perfettibile, ma sempre un evento nazionale». L’intervento, sulla polemica scatenata dalle parole del sindaco Pierluigi Biondi, è dell’ex assessore comunale e segretario dei Verdi, Giovanni Cialone. «Al Festival si sono discussi temi che ovunque sono all’ordine del giorno e che ha visto protagonisti personaggi importanti e anche semplici concittadini, a cominciare dai tanti giovani volontari. Certo per i partiti e per i “decisori” la partecipazione è un tema pruriginoso», sostiene Cialone. «Semplicemente non la praticano. Troppo scomodo, troppo lungo. Trascrivo per promemoria l’ultimo comma dell’art. 118 della Costituzione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarieta”. Il professor Cotturri, nell’evento iniziale del Festival, tra l’altro, a proposito della Costituzione citava: “Occorre espandere la consapevolezza del potere dei cittadini, dare nuove forme per attuare quanto dice la Costituzione. Rispondere alla protesta e il disamore per la politica negli ultimi decenni proponendo emendamenti che non tocchino i princìpi fondamentali, ma agiscano sulle forme”. Si vivono tempi bui, purtroppo anche sulla qualità della rappresentanza politica, ma stiamo vedendo come movimenti di cittadini organizzati vengono fuori dalla società civile e sono espressioni – checché se ne dica – della Politica con la P maiuscola», sottolinea Cialone. «La delega a governare non è assoluta e la cittadinanza non si fa solo col voto. Bisogna farsene una ragione e bisogna riflettere sui numeri. Mentre in Italia la partecipazione al voto diminuisce a ogni tornata elettorale, sempre più cittadini si organizzano (se ne stimano più di 10 milioni) nelle forme più diverse per fare attività di volontariato e solidarietà. Questi cittadini fanno “politica attiva” e i dati dovrebbero far riflettere. Nella terza edizione del Festival si è parlato di terremoti, sanità, aree interne, bisogni di servizi collettivi e soggettivi, beni comuni. Tutti temi che potevano essere utili nel governo della città, magari facendo semplici operazioni di copiato delle esperienze realizzate altrove dalle amministrazioni».