Fidanza: patate fucensi da tutelare

Celano, l’assessore teme la speculazione dei prezzi. E contro la siccità «sistema irriguo da intubare»
CELANO. Da un lato il pesantissimo problema dell’irrigazione nel Fucino, dall’altro un allarme sul prezzo delle patate a causa delle eccessive importazioni. L’assessore comunale all’Agricoltura, Domenico Fidanza, lancia un monito alla politica affinché sia più operativa ed efficace per garantire agli agricoltori prospettive migliori.
«Sulle irrigazioni», sottolinea Fidanza, «bisogna utilizzare i 50 milioni di euro dell’Arap, l’Azienda regionale attività produttive, per intubare il sistema irriguo fucense ed evitare dispersioni idriche. Inoltre, va realizzato qualche invaso nei paesi per far sì che ci sia una riserva d’acqua invernale. Come Comune di Celano stiamo portando avanti un’iniziativa importantissima perché l’obiettivo è quello di raccogliere l’acqua del Rio Pago e intubarla per le irrigazioni come avviene nella Valle del Giovenco o della Val Vomano».
Spostando il discorso sul prezzo delle patate Fidanza sottolinea che «sussistono difficoltà a collocare il prodotto made in Italy». «In una stagione come quella attuale», precisa, «con i prezzi bassi che si registrano in Europa, il Portogallo e altri Paesi esportano in Italia. Noi in Italia, non riusciamo a soddisfare il nostro fabbisogno e arriviamo al 60%. Nonostante ciò acquistiamo l’80% del prodotto all’estero. Ecco quindi che servirebbe un controllo delle istituzioni e della politica come avviene all’estero. In Germania, le grosse catene di distribuzioni privilegiano il prodotto interno; in Francia ancora peggio, perché i prodotti esteri non li fanno proprio entrare». Siamo in prossimità della campagna pataticola e Fidanza teme che «ci possano essere speculazioni commerciali».
«Chiediamo alla politica nazionale», conclude, «di spiegare ai produttori italiani il perché di questa situazione. Il mercato nazionale è gestito, in percentuale molto alta, dalla Grande distribuzione organizzata, dove la tracciabilità è al 100%, mentre negli altri mercati liberi i grossisti possono avere una tracciabilità precaria. Dobbiamo promuovere il prodotto nazionale».
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