Fiera di Pietraquaria, tassa più alta L’ira degli ambulanti: inaccettabile

La quota fissa per i posteggi passa da 100 a 150 euro. La categoria: siamo stati già penalizzati dal Covid Verdecchia: ci siamo adeguati a una legge nazionale, cercheremo di andare incontro agli imprenditori
AVEZZANO. C’è malcontento tra gli ambulanti per l’aumento delle tariffe per le occupazioni degli spazi della Fiera del 25 aprile (o della Pietraquaria). I commercianti sostengo che la quota fissa per gli stalli sia aumentata da 100 a circa 150 euro. Un qualcosa di «inaccettabile» per la gran parte degli ambulanti «soprattutto alla luce del difficile periodo durante il quale le attività produttive hanno cercato di restare a galla, seppur spesso con l’acqua alla gola, e stanno cercando di riprendersi dopo l’allentamento delle misure scattato con la fine dello stato di emergenza». Le restrizioni e i divieti che hanno caratterizzato i due anni di pandemia hanno, infatti, lasciato l’amaro in bocca a molti commercianti soprattutto alla luce degli irrisori ristori. E non tutti ne hanno potuto beneficiare. Il ritorno della tradizionale fiera del 25 aprile di Avezzano, dopo due anni di stop a causa del Covid, è stato accolto con entusiasmo da tutta la città. Ma è proprio alla luce del lungo e difficile periodo di crisi per il commercio, che gli ambulanti della fiera avevano confidato in una mano tesa da parte del Comune. E, invece, si sono ritrovati a fare i conti con degli aumenti che hanno fatto scattare una piccola rivolta. Alcuni addirittura minacciano di ritirarsi se non verrà trovata una soluzione o comunque se non verrà ripristinato il costo degli anni passati che era di circa 100 euro. Al momento nell’ultima graduatoria stilata dal Suap (Sportello unico attività produttive) del Comune di Avezzano compaiono 143 ambulanti. Per cercare di placare gli animi i rappresentati delle associazioni di categoria hanno aperto un dialogo con l’amministrazione comunale. Chi parteciperà alla fiera del 25 aprile potrebbe ottenere uno sconto per quella di Santo Stefano (26 dicembre), anche questa saltata da due anni causa Covid. È questa l’ipotesi sulla quale si sta lavorando che, però, necessita di essere ratificata dallo stesso Ente. L’assessore Roberto Verdecchia chiarisce: «La quota parte di partecipazione del Comune, ovvero 50 euro più Iva, è rimasta invariata. L’aumento fino a 89 euro ha riguardato il canone patrimoniale di concessione che abbiamo dovuto adeguare in forza di una legge nazionale, la 160 del 2019 (è prevista anche una marca da bollo da 26 euro, ndr). Adeguamento recepito dall’Ente con la delibera dell’11 febbraio del 2021, approvata poi dal consiglio comunale. L’amministrazione si è impegnata nell’organizzazione della fiera assumendosi tutti i rischi del caso legati ai contagi ancora alti. Abbiamo già stilato un piano di sicurezza e con probabilità seguirà un’ordinanza secondo le indicazione ricevute dal prefetto per l’uso della mascherina all’aperto e il rispetto del distanziamento sociale. Con il consigliere Carmine Silvagni e il funzionario Massimo De Santis stiamo comunque cercando di venire incontro alla categoria».
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