Figlio disabile, certificato negato Restituisce la tessera elettorale

13 Febbraio 2019

LECCE NEI MARSI. Niente certificato per accompagnare il figlio disabile in cabina elettorale: per protestare contro il diniego del medico dell’Asl, in servizio al distretto sanitario di Gioia dei...

LECCE NEI MARSI. Niente certificato per accompagnare il figlio disabile in cabina elettorale: per protestare contro il diniego del medico dell’Asl, in servizio al distretto sanitario di Gioia dei Marsi, domenica mattina, in occasione del voto per il rinnovo del consiglio regionale, Marcello Gallotti, un ex poliziotto in pensione, ha riconsegnato al Comune di Lecce nei Marsi il certificato intestato al figlio 25enne, portatore di handicap non motorio.
«Sono indignato», afferma il pensionato, «ho accompagnato mio figlio al distretto di Gioia dei Marsi per chiedere al medico di turno il certificato per accompagnare il ragazzo in cabina elettorale. Mio figlio è affetto da disabilità. Ma il certificato mi è stato negato. Il motivo? L’accompagnamento nella cabina sarebbe riservato soltanto ai disabili motori. Mio figlio cammina, però non è in grado di votare. Sono il padre e il tutore, sono rimasto allibito, mi sembra impossibile che un cittadino italiano non possa esercitare un diritto. Se per caso c’è una legge che non consente a un disabile di esprimere il voto poiché ha bisogno di essere accompagnato in cabina allora va assolutamente cambiata. È una cosa inaccettabile».
In disaccordo con il medico in servizio al distretto di Gioia, che gli ha comunicato l’impossibilità di rilasciare il certificato per le prescrizioni di legge, l’ex agente di polizia ha fatto marcia indietro insieme al figlio e si è diretto in municipio, a Lecce dei Marsi, dove ha riconsegnato il certificato del giovane nelle mani del responsabile del servizio anagrafe. «Visto che non ha la possibilità di essere accompagnato, nonostante la disabilità», conclude Gallotti, «non vedo perché continuare a tenere quel certificato elettorale».
Tutto perfettamente nella norma per la Asl.
«Il comportamento del medico in servizio», replicano dall’azienda sanitaria locale, «è stato assolutamente corretto, nel rispetto delle norme di legge. L’accompagnamento in cabina è previsto soltanto per i disabili motori». (m.s.)
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