File all’esterno del Cup Cgil in campo contro la Asl

7 Giugno 2020

Pasqualone: «Disagi prevedibili che andavano affrontati e risolti con tempestività A nostro avviso occorre attivare più sportelli e potenziare le sedi territoriali»

L’AQUILA. «Incrementare il personale, potenziare le sedi territoriali, allargare le fasce orarie per l’erogazione del servizio».
Mentre continuano i disagi lamentati dagli utenti del Cup, il Centro unico di prenotazioni dell’ospedale San Salvatore, è la Cgil a proporre alla Asl un piano per fronteggiare le problematiche che si sono create con la riapertura al pubblico degli sportelli dopo l’emergenza del Covid-19. Lunghe file, all’aperto, sia sotto il sole che con la pioggia, per rispettare le misure di distanziamento fisico legate alle norme anti-contagio. E attese interminabili, a causa dell’aumentato afflusso, dopo lo stop imposto alle visite che ora devono essere recuperate.
«Effetti collaterali», su cui è intervenuta anche la Lega e che secondo il manager della Asl Roberto Testa possono essere risolti potenziando i servizi on line, compresi i pagamenti delle prestazioni. «Era prevedibile che si verificasse una situazione del genere», spiega il segretario della Fp-Cgil Antohony Pasqualone, «e l’avevamo segnalata in anticipo alla Asl, durante le riunioni per l’avvio della cosiddetta fase 2 dell’emergenza sanitaria. Le stesse problematiche, dovute alla ripresa delle attività del Cup, riguardano anche il pronto soccorso: si formano file e lunghe attese per l’erogazione dei servizi, visto che le visite specialistiche e le analisi ritenute non urgenti sono state sospese e poi molta gente non si è recata in ospedale per i timori legati al coronavirus. Inoltre, sono stati accorpati vari reparti e gli utenti sono disorientati. La soluzione telematica prospettata dal direttore generale dell’azienda non è sufficiente», sottolinea Pasqualone, «e soprattutto escluderebbe dai servizi una larga fascia della popolazione, quella più anziana, che nella nostra provincia è davvero consistente».
La Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila è alla prese da tempo con la carenza di personale, ma anche con il decremento della rete territoriale, che non ha fatto da contraltare al taglio dei posti letto.
«Una delle soluzioni per affrontare il problema delle file al Cup del San Salvatore», continua Pasqualone, «è il potenziamento dei servizi territoriali, che chiediamo da anni, senza aver finora ottenuto risposte dall’azienda. Siamo consapevoli che per fare ciò servono investimenti anche sul personale, vista la carenza cronica, ma questo potrebbe essere il momento giusto, visto che il governo ha derogato sulle assunzioni, bypassando il limiti che c’erano prima. Siamo soddisfatti delle stabilizzazioni dei dipendenti che si stanno portando avanti, ma non vanno ad incrementare la pianta organica. In queste settimane, abbiamo assistito ai tagli dei lavoratori delle cooperative, che avrebbero invece potuto dare risposte anche alle problematiche del Cup».
Un’altra proposta lanciata dalla Cgil è quella di allargare le fasce orarie in cui vengono erogati i servizi, per venire incontro alle esigenze degli utenti, mantenendo i livelli di sicurezza richiesti.
Attualmente la Asl sta impiegando volontari della protezione civile per disciplinare gli ingressi agli sportelli ed evitare assembramenti: ma all’esterno dei locali del Cup non ci sono protezioni contro sole e agenti atmosferici e i disagi, stando così le cose, sono destinati a peggiorare con l'arrivo della stagione estiva.
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